1 Lingua: Muscoli della lingua

Muscolo genio-glosso: spesso, triangolare, nasce processo genieno superiore
Muscolo stiloglosso: sottile, allungato, nasce dal processo stiloide
Muscolo ioglosso: quadrilatero, nasce dal margine superiore dell'osso ioide (cheratoglosso e basioglosso)
Muscolo condroglosso: nasce dal piccolo corno dell'osso ioide
Muscolo palatoglosso: situato nel pilastro anteriore del velo del palato
Muscolo faringoglosso: fasci di fibre che nascono dal costrittore superiore della faringe
Muscolo amigdaloglosso: nasce nella regione della tonsilla palatina
Muscolo longitudinale inferiore: situato fra il genioglosso e l'ioglosso, inferiormente allo stiloglosso (muscolo *pari*)
Muscolo longitudinale superiore: lamina di fibre longitudinali e parallele a direizone sagittale profondamente alla mucosa linguale (muscolo *impari*)
Muscolo trasverso: insieme di fasci a descorso trasversale disposti tra i due muscoli longitudinali
Muscolo verticale: insieme di fasci che si portano dalla lamina propria del dorso alla sottomucosa della faccia inferiore
2 Velo del palato - Muscoli: muscolo tensore e muscolo elevatore

Muscolo tensore del velo del palato (peristafilino esterno)Inserzioni:
- Faccia anteroesterna della tuba
- Fossetta scafoide del processo pterigoideo
Si porta verticalmente in basso seguendo la lamina mediale del processo pterigoideo
A livello dell'uncino alcuni fasci si fissano, altri si gettano su un tendine che si riflette portandosi internamente.
Muscolo elevatore del velo del palato (peristafilino interno)Inserzioni:
- Faccia posterointerna della tuba
- Faccia inferiore della piramide del tempaorle
Si porta obliquamente in basso e medialmente nella doccia del pavimento della tuba
Si apre a ventaglio ricoprendo la faccia posteriore dell'aponevrosi
Funzione: cinghia con funzione di elevazione del velo del palato durante deglutizione; ventilazione dell'orecchio medio (dilatazione dell'orifizio tubarico), secondo Anastasi m. tensore è costrittore dell'orifizio

3 Velo del palato - Muscoli: muscolo palatoglosso e palatofaringeo

Muscolo palatoglosso: costitusce impalcatura dell'arco anteriore
Inserzioni:
Nasce dalla base della lingua mediante due fasci
I due fasci si riuniscono in una lamina unica
Si espande nel velo
Funzione: restringe istmo dell fauci
Muscolo palatofaringeo: impalcatura dell'arco posteriore
Inserzioni:
- Fascio principale, origina a ventaglio dal velo del palato
- Fascio tubarico (salpingofaringeo), origina dalla tuba uditiva
- Fascio pterigopalatino, origina dall'uncino pterigoideo
Si forma una lamina muscolare unica che penetra nell'arco palatofaringeo
Raggiunge la parete laterale della faringe
- Fascio tiroideo, termina sul margine posteriore e sul margine superiore della cartilagine tiroide
- Fascio faringeo, termina nella parete laterale della faringe
Funzione: restringe istmo faringonasale, innalza faringe e laringe durante deglutizione, dilata orifizio tubarico
4 Pavimento della bocca - Loggia sottolinguale: pareti

Pareti
- Parete anteroesterna: porziono del corpo della mandibola situata sopra la linea miloiodea
- Parete posterointerna: in avanti muscolo genioglosso, indietro muscolo ioglosso, in basso muscolo genioioideo (parete incompleta in avanti: interstizio tra mucosa e fibre anteriori del m. genioglosso)
- Parete superiore: mucosa buccale
- Parete inferiore: faccia superiore del muscolo miloiodeo
La loggia comunica:
- in avanti con la loggia sottolinguale controlaterale
- indietro con la loggia sottomandibolare
5 Ghiandola parotide - Considerazioni generali
La più voluminosa tra le ghiandole salivari maggiori. Accolta nella loggia parotidea.
Forma di prisma triangolare a grande asse verticale. Volume variabile. Colorazione grigio-giallastra, aspetto lobulato.
6 Ghiandola parotide - Fascia parotidea

Fascia parotidea: secondo la descrizione classica essa rappresenta una dipendenza dell'aponevrosi cervicale superficiale.
Quando tale aponevrosi raggiunge il margine anteriore del m. sternocleidomastoideo, si sdoppia in due foglietti.
- Foglietto superficiale, continua la direzione della fascia cervicale superficiale portandosi verso il margine posteriore della mandibola
- Foglietto profondo
-- si porta internamente verso la faringe, riveste il ventre posteriore del digastrico e il mazzo di Riolano;
-- si riporta esternamente ricoprendo parte della faccia posteriore del m. pterigoideo interno
A livello del margine posteriore del ramo della mandibola i due foglietti si ricongiungono.
In basso: setto interghiandolare, il foglietto profondo raggiunge il foglietto superficiale tra l'angolo della mandibola e il margine anteriore del m. sternocleidomastoideo, si forma una fascia unica che separa la parotide dalla sottomandibolare.
In alto: foglietto superficiale si inserisce sull'arcata zigomatica e sulla porzione fibrocartilaginea del condotto uditivo, foglietto profondo si applica alla base del processo stiloideo e alla faccia inferiore del temporale.
7 Velo del palato - Aponevrosi del velo del palato
Lamina tendinea molto resistente, che continua indietro la volta ossea
Può essere considerata una dipendenza del tendine riflesso del m. tensore del velo del palato
8Ghiandola parotide - Loggia parotidea

Ghiandola accolta in uno scavo di forma prismatica, diretto verticalmente, a orifizio esterno.
Faccia esterna: rappresenta l'orifizio esterno della loggia, limitata da
- In avanti margine posteriore della mandibola
- Indietro margine anteriore del processo mastodeo e del m. sternocleidomastoideo
- In basso bandelletta mandibolare (setto interghiandolare)
- In alto articolazione temporomandibolare e condotto uditivo esterno
Faccia anteriore, costituita da
- ramo della mandibola rivestito da m. massetere e m. pterigoideo interno
Faccia posteriore, costituta da
- ventre posteriore del m. digastrico
- muscoli stiloidei, legamenti stiloioideo e stilomandibolare
Base superiore, a forma di doccia aperta in basso, delimitata
- in avanti dalla parte posteriore dell'articolazione temporomandibolare
- indietro dalla parte anteriore del condotto uditivo esterno

9Ghiandola parotide - Rapporti estrinseci

Faccia esterna: ricoperta dai tegumenti
Faccia posteriore: processo mastoideo, muscolo sternocleidomastoideo, ventre posteriore del m. digastrico, processo stiloideo e mazzo di Riolano
Faccia anteriore: scavata a doccia, in rapporto con il margine posteriore del ramo della mandibola
- Prolungamento masseterino, sulla faccia laterale del m. masetere accompagna il dotto escretore
Faccia superiore: ATM e condotto uditivo esterno
Estremità inferiore: confina con la regione carotidea e con la loggia sottomandibolare
Margine interno: si porta profondamente verso la faringe
- Anteriormente spazio sottoparotideo anteriore (fa parte dello spazio prestiliano, anteriormente all'ala stilofaringea), delimitato da faringe, m.pterigoideo interno, ala stilofaringea (contiene a. palatina ascendente)
- Posteriormente spazio sottoparotideo posteriore (spazio retrostiliano posteriormente all'ala stilofaringea, vi decorre fascio vascolonervoso del collo).
10Ghiandola parotide - Rapporti intrinseci

Arteria carotide esterna: penetra nella loggia dalla sua parte anterointerna, si impegna nello spessore della parotide, raggiunge il condilo della mandibola con un tragitto obliquo in alto, in fuori e indietro. Rami: a. auricolare posteriore, a. temporale superficiale e a. mascellare ( a livello del condilo)
Vena giugulare esterna: nasce a livello del condilo dalla riunioone della v. temporale superficiale e della v. mascellare, decorre nello spessore della ghiandola. A livello dell'angolo della mandibola diventa superficiale, portandosi sulla faccia laterale del m. sternocleidomastoideo.
Linfatici e linfonodi: ghiandola attraversata da linfatici voluminosi, linfonodi superficiali sulla faccia esterna, linfonodi profondi lungo il decorso della carotide esterna e della giugulare. Gli efferenti si recano ai linfonodi della catena giugulare esterna.
Nervo faciale: fuoriesce dal foro stilomastoideo, impegnandosi nello spessore della parotide, si porta in avanti, in basso e in fuori, si divide in due rami a livello del margine posteriore del ramo della mandibola.
Nervo auricolotemporale: ramo del n. mandibolare, penetra dalla faccia anteriore, si porta in fuori, indietro e in alto, fuoriesce dalla ghiandola al disotto dell'a. zigomatica.
11Ghiandola parotide - Anatomia microscopica

Ghiandola tubuloacinosa composta a secrezione sierosa.
Aspetto lobulare: sepimenti connettivali individuano lobi e lobuli. Le unità ghiandolari sono rappresentate dagli acini.
I lobi sono drenati da dotti interlobari formati dall'unione di dotti interlobulari. I lobuli sono drenati da dotti intralobulari (o dotti striati o dotti salivari). Gli acini sono connessi al sistema dei dotti mediante tratti intercalari o preterminali.
Acini: formati da cellule sierose con caretteri di attiva sintesi proteica, ossia RER e Golgi ben sviluppati, nucleo rotondo spinto verso il versante basale, nel versante apicale zona infarcita di granuli di zimogeno. Tra la faccia profonda degli elementi secernenti e la membrana basale si trovano cellule mioepiteliali.
Tratti intercalari o preterminali: epitelio basso monostratificato.
Dotti salivari striati o intralobulari: epitelio prismatico alto, acidofilia intensa, con striatura data dal labirinto basale determinato da invaginazioni del plsmalemma (riassorbimento atttibo).
Dotti interlobulari: epitelio prismatico alto senza striatura
12Ghiandola sottomandibolare - Loggia sottomandibolare

Prisma triangolare.
Faccia inferoesterna: fascia cervicale superficiale
Faccia superoesterna: faccia interna del corpo della mandibola, al di sotto della linea miloioidea (fossetta sottomandibolare)
Faccia superointerna: formata dal m. miloioideo e dal m. ioglosso
La loggia sottomandibolare comunica con la loggia sublinguale.
13Ghiandola sottomandibolare - Rapporti

Faccia esterna: m. pterigoideo interno e faccia itnerna del corpo della mandibola
Faccia interna: ansa del m. digastrico, m. ioglosso e m. miloioideo. (triangoli per la legatura della linguale, di Béclard indietro e di Pirogov in avanti). Da questa faccia parte il prolungamento anteriore che si porta nella loggia sublinguale.
Faccia inferiore: corrisponde alla fascia cervicale superficiale, al platisma e al sottocute.
Estremità posteriore: si applica contro il m. digastrico e contro il m. stiloiodeo, il setto interghiandolare la separa dalla parotide.
14Ghiandola sottomandibolare - Dotto di Wharton

Origina dalla faccia interna della ghiandola, accompagnato dal prolungamento anteriore.
Si porta in avanti e medialmente, decorrendo sulla faccia esterna del m. ioglosso, si impegna poi tra i mm. longitudinale inferiore e genioglosso (medialmente) e il m. miloioideo (lateralmente), decorre medialmente alla ghiandola sottolinguale. Si avvicina alla linea mediana e sbocca nel solco sottolinguale all'apice della caruncola.
Il nervo linguale si trova prima superiormente, incrocia il lato esterno e gli passa al di sotto. I rami terminali dell'ipoglosso decorrono al disotto.
15Ghiandola sottomandibolare - Anatomia microscopica

Ghiandola secrezione mista (sieromucosa), componente sierosa prevalente.
Si trovano zone a secrezione sierosa pura. Si trovano zone a secrezione mista.
Nelle zone a secrezione mista: Semilune di Giannuzzi
I tubuli mucosi sono chiusi alla loro estremità da cellule sierose. Le cellule sierose, respinte all'estremità dell'adenomero prendono l'aspetto di semilune sierose.
Cellule mucose: nella porzione basale cisterne del RER e nucleo schiacciato, nella porzione apicale Golgi voluminoso da cui originano grossi granuli di muco (riversati all'esterno mediante esocitosi), che danno alla cellula aspetto chiaro, schiumoso.
16Ghiandole sottolinguali 
Si presentano come agglomerato di piccoli lobuli che possono mantenere la propria individualità e tra cui si può generalmente individuare un lobulo maggiore (ghiandola sottolinguale maggiore, drenata dal dotto di Rivinus). Gli altri ammassi ghiandolari sono drenati dai dotti di Walther che si aprono nella mucosa del pavimento della bocca.
Si trova nel pavimento della bocca, o meglio nella loggia sottolinguale profondamente al solco sottolinguale.
Faccia esterna: corrisponde alla faccia interna del corpo della mandibola (fossetta sottolinguale). Faccia interna: corrisponde ai mm. genioglosso e longitudinale inferiore (interposti tra la ghiandola e i muscoli si trovano il dotto sottomandibolare, il nervo linguale e la vena sottolinguale)
Margine inferiore: corrisponde al m. miloioideo
Margine superiore: corrisponde alla mucosa del solco sottolinguale, che solleva in due sporgenze (caruncole).
17Ghiandole sottolinguali - Anatomia microscopica

Ghiandola a secrezione sieromucosa, prevalentemente mucosa.
I tubuli mucosi sono assolutamente prevalenti. Alcuni tubuli presentano alla loro estremità le semilune sierose.
18Faringe - Generalità

Condotto muscolomembranoso a direzione verticale. Situato posteriormente alla cavità buccale e alle fosse nasali, termina in basso nella laringe e nell'esofago.
Dà passaggio sia all'aria, sia al bolo alimentare (condotto misto funzionalmente: qui la via aerea e la via elementare si incrociano nel piano sagittale).
Organo impari e simmetrico, prende la forma di una doccia aperta in avanti.
Costituita da: tonaca mucosa, tonaca fibrosa, tonaca muscolare e tonaca avventizia.
19Faringe - Limiti e suddivisione

In alto: base del cranio (porzione basilare dell'occipitale).
In basso: corpo della VI vertebra cervicale (C6).
Suddiva in:
- Rinofaringe
- Orofaringe, limitata in alto dal velo del palato, in basso da un piano passante per l'osso ioide
- Laringo- o ipofaringe, in basso fino all'estremità superiore dell'esofago
20Faringe - Dimensioni
Lunghezza: 12-15 cm allo stato di riposo, durante deglutizione si accorcia a 10-11 cm
Diametro trasverso: 4 cm rinofaringe, 5-6 cm orogaringe, 2 cm all'estremità inferiore della laringofaringe (forma di orcio più che di imbuto)
Diametro anteroposteriore: 2 cm rinofaringe, 4 cm orofaringe, 2 cm laringofaringe
21Faringe - Tonaca media (fibroelastica) o fascia faringea

Situata tra le altre due tonache, costituisce una specie di impalcatura dell'organo.
Forma: doccia a direzione verticale a concavità volta in avanti.
Estremità superiore: si fissa alla base del cranio
- Sulla linea mediana si fissa al tubercolo faringeo sulla superficie basilare dell'occipitale, anteriormente al forame magno
- Sui lati si porta verso la lamina mediale del processo pterigoideo, inserendosi sulla faccia inferiore della piramide del temporale e sulla lamina fibrocartilaginea che chiude il forame lacero anteriore
La tonaca muscolare non risale fino alla base del cranio, il margine superiore del costrittore superiore individua spazio sottobasilare dove la tonaca fibrosa è direttamente in rapporto con il connettivo perifaringeo (avventizia).
Estremità inferiore: si assottiglia gradualmente trasfondasi in uno strato connettivale che si continua con la sottomucosa esofagea
Margini anteriori: si inseriscono al margine posteriore della lamina mediale del processo pterigoideo, al rafe pterigomandibolare, alla parte posteriore della linea miloioidea, al legamento stiloioideo, all'osso ioide, al legamento tiroioideo laterale, al margine posteriore della cartilagine tiroide, alla parte posteriore della cartilagine cricoide
Struttura: tessuto connettivo denso fibroso intrecciato a fibre elastiche (tessuto fibroelastico).
22Faringe - Muscolo costrittore inferiore

I muscoli costrittori della faringe sono tre per lato, formano nell'insieme una doccia muscolare verticale aperta in avanti e accollata alla tonaca fibrosa. Si embricano come le tegole di un tetto (o meglio in senso inverso).
Muscolo costrittore inferiore origina mediante due fasci
- Fascio tiro-faringeo
- Fascio crico-faringeo
Le fibre si portano verso la faccia psoteriore della faringe formando un ventaglio (fibre superiori con tragitto obliquo ascendente, quelle inferiori con tragitto orizzontale).
Si incrociano con le fibre controlaterali a livello del rafe mediano posteriore.
Il fascio cricofaringeo può essere ulteriormente suddiviso in una porzione obliqua e una porzione fundiforme. Tra le due esiste un'area di minore resistenza muscolare, detto triangolo di Killian (diverticoli faringoesofagei, di Zenker).
23Faringe - Muscolo costrittore medio

Origina mediante due fasci:
- Fascio del piccolo corno, condrofaringeo
- Fascio del grande corno, ceratofaringeo
Si confondono a formare una lamina triangolare che si allarga a ventaglio portandosi verso il rafe faringeo.
24Faringe - Muscolo costrittore superiore

Costituito da quattro fasci
- Fascio pterigofaringeo, si inserisce sul margine posteriore della lamina mediale del processo pterigoideo, indietro è un'eccezione, non si inserisce sul rafe faringeo ma sul tubercolo faringeo del basilare
- Fascio bucco-faringeo, si inserisce sul legamento pterigomandibolare (ispessimento connettivale compreso tra buccinatore in avanti e costrittore indietro)
- Fascio milofaringeo, si inserisce sulla parte poosteriore della linea miloioidea della mandibola
- Fascio glossofaringeo, si porta verso la radice della lingua
Il costrittore inferiore si porta indietro allargandosi a ventaglio. Le fibre più alte si inseriscono al tubercolo faringeo, sui lati il margine superiore non risale.
Esternamente corrisponde allo spazio faringomandibolare, diviso dall'ala stilofaringea in uno spazio prestiliano e uno spazio retrostiliano.
25Faringe - Muscoli elevatori

Muscolo palatofaringeo: costituisce l'impalcatura dell'arco posteriore del velo del palato
Muscolo stilofaringeo: muscolo stretto e sottile, origina sul processo stiloide, si porta in basso, medialmente e in avanti. In basso si inserisce sul margine laterale dell'epiglottide, sul margine superiore della cartilagine tiroide e sul margine superiore dell'arco della cricoide.
Nella porzione libera fa parte del mazzo di Riolano, nella parte nascosta è sottomucoso, ricoperto all'esterno dai muscoli costrittori.
26Faringe - Configurazione interna. Rinofaringe.

Parete superiore: volta faringea, si continua in avanti con la volta delle fosse nasali. Occupata da un'ammasso di tessuto linfoide, la tonsilla faringea.
Parete anteriore: occupata dalle coane, separate dal setto nasale.
Pareti laterali:
- Ostio faringeo della tuba, orifizio circondato da un orlo cartilagineo che solleva la mucosa nel torus tubarius. Anteriormente e posteriormente rispetto a questo orifizio si descrivono rispettivamente la plica salpingopalatina e la plica salpingofaringea.
- Fossetta di Rosenmuller situata psoteriormente all'orifizio tubarico
27Faringe - Configurazione interna. Orofaringe e laringofaringe.

Orofaringe: mucosa di aspetto mammellonato per la presenza di ghiandole e rilievi follicolari. A ciascun lato della radice della lingua presenza di due docce ("solchi alimentari") che si continuano in basso con i seni piriformi.
Laringofaringe:
- Parete anteriore: corrisponde all'orifizio laringeo sormontato, più in basso dalla faccia posteriore delle aritenoidi, dal muscolo ariaritenoideo, dalla faccia posteriore della cricoide (la laringe sporge nella cavità della faringe).
- Parete laterale: lateralmente al rilievo determinato da cricoide e aritenoidi, fra queste e la parete della faringe si formano dei solchi, docce laringofaringee (seni piriformi)
28Faringe - Anatomia microscopica

Struttura della mucosa:
Epitelio
- Nel rinofaringe, epitelio cilindrico stratificato a ciglia vibratili
- Nell'oro- e nella laringofaringe, epitelio pavimentoso stratificato non cheratinizzato.
Lamina propria
- Nel rinofaringe abbonda di formazioni linfoidi che in alcune zone si addensano a costituire le tonsille faringea e tubarica)
- Nell'oro e nella laringofaringe è densa, con numerose papille, nella parte profonda presenta uno strato di fibre elastiche
Ghiandole faringee: ghiandole tubuloacinose ramificate a secrezione mista nello strato fibroelastico o tra i fasci muscolari.
29Faringe - Rapporti posteriori

Connettivo perifaringeo o aponeurosi perifaringea: strato di connettivo lasso che ricopre posteriormente e lateralmente la faringe, può essere considerata la sua avventizia.
Corrisponde ai corpi e ai processi trasversi delle prime sei vertebre cervicali, ricoperte dai mm. prevertebrali e dalla fascia prevertebrale.
Spazio prevertebrale o retrofaringeo: spazio delimitato dall'avventizia della faringe anteriormente e dalla fascia prevertebrale posteriormente. Ai lati delimitato dai setti stagittali di Charpy. Riempito di connettivo lasso, contiene dei linfonodi (l. retrofaringei).
30Faringe - Rapporti laterali. Faringe cervicale.

Faringe cervicale: al di sotto di un piano passante per il margine inferiore della mandibola.
Forma la parete interna della regione carotidea: in rapporto con i vasi e i nervi che vi decorrono.
Arterie : arteria carotide comune si applica sulla faccia esterna della faringe. Si biforca a eugale distanza dal margine superiore della cartilagine tiroide e dal gran conrno dell'osso ioide. I rami della carotide esterna (tiroidea superiore, linguale, faciale) si applicano al costrittore medio.
Vene: vena giugulare interna discende lateralmente alla carotide interna, poi la carotide comune
Nervi: nervo vago discende nell'angolo tra carotide e giugulare.
Nervo laringeo superiore si insinua nello iato tra costrittore medio e costrittore inferiore.
Nervo ipoglosso compare nella regione del collo applicandosi contro il m. ioglosso.
Simpatico cervicale corrisponde all'angolo posterolaterale della faringe.
Glomo carotico a livello della biforcazione.
31Duodeno - Configurazione interna

Prima porzione: liscia e uniforme.
A partire dalla seconda porzione: fanno la comparsa rilievi arcuati, trasversali, a direzione circolare (pieghe circolari o valvole conniventi).
Papilla duodenale minore: collocata superiormente rispetto alla maggiore, corrisponde allo sbocco del dotto pancreatico accessorio di Santorini
Papilla duodenale maggiore: collocata inferiormente, corrisponde allo sbocco comune del coledoco e del dotto pancreatico di Wirsung.
32Faringe - Rapporti laterali. Faringe cefalica.
Spazio faringomandibolare 
Lo spazio faringomandibolare è limitato:
- Esternamente dal ramo della mandibola raddoppiato dal m. pterigoideo interno
- Internamente dalla parete laterale della faringe, la cui avventizia manda indietro un'espansione (setto sagittale)
- Posteriormente dal processo mastoideo e dal ventre posteriore del m. digastrico, oltre che dai mm. prevertebrali.
Il processo stiloide con il mazzo di Riolano si dispongono nel mezzo dello spazio laterofaringeo o faringomandibolare. L'aponevrosi stilofaringea (o ala laterale della faringe, di Jonnesco) divide questo spazio in due logge (o spazi), portandosi dalla parete laterale della faringe verso il processo stiloide. Il diaframma stiliano è formato da ala laterale della faringe + muscoli stiliani e legamenti stiloioideo e stilomandibolare + muscolo digastrico.
33Faringe - Spazio prestiliano. Contenuto
Muscoli pterigoidei interno ed esterno.
Nervo linguale e nervo alveolare inferiore (rami del mandibolare).
Nervo auricolotemporale si porta nella loggia parotidea circondando il collo del condilo.
Ganglio otico con i suoi rami.
Arteria mascellare.
34Faringe - Spazio retrostiliano. Contenuto.

Contiene il fascio vascolonervoso del collo.
Arteria carotide interna
Vena giugulare interna: esce dal foro lacero posteriore (porzione posteriore), ponendosi dapprima dietro, poi lateralmente alla carotide interna.
Nervi glossofaringeo (IX), vago (X) e accessorio (XI) fuoriescono dal foro lacero posteriore (porzione anteromediale). Nervo vago discende nell'angolo tra carotide e giugulare, dando quasi subito il laringeo superiore.
Nervo ipoglosso (XII) incrocia tutti gli organi di questo spazio con la sua curva.
Tronco del simpatico riposa sull'aponeurosi prevertebrale, qui si trova il ganglio cervicale superiore.
35Faringe - Vasi e nervi

Arterie:
- Arteria faringea ascendente, ramo della carotide esterna, principale vaso della faringe, si ramifica sulla faccia psoteriore della faringe, termina nella cavità cranica come a. meningea posteirore
- Rami faringei delle arterie tiroidee (superiore e inferiore)
Vene:
Plesso venoso faringeo, situato posteriormente, da cui le vene faringee raggiungono la vena giugulare interna.
Linfatici:
Linfonodi retrofaringei, poi linfonodi cervicali profondi.
Innervazione:
Plesso faringeo, insieme di fibre provenienti dai nervi glossofarigeo e vago.
- Innervazione motoria dipende da glossofaringeo e vago
- Innervazione sensitiva dipende da glossofaringeo (rino- e orofaringe) e vago (ipofaringe), in parte dal n. mascellare per il fornice della faringe e il velo del palato
Mucosa secretiva innervata da rami provenienti dal ganglio cervicale superiore del simpatico.
36Stomaco - Forma e direzione

La forma e la direzione variano in rapporto con lo stato di tonicità delle sue pareti.
Nel cadavere non fissato: forma a cornamusa, adagiato trasversalmente sul colon trasverso.
Nel cadavere fissato: due terzi superiori verticali, terzo inferiore orizzontale.
Nel vivente tramite studio radiologico si valutano forma, volume e direzione.
Tre varietà morfologiche:
- stomaco verticale, a uncino (normpotipo);
- stomaco allungato, a sifone (longitipo e nella donna, discende fino a L4 talvolta)
- stomaco obliquo, a corno di torello (brachitipo).
Tre zone nell'osservazione radiologica:
- zona superiore, bolla gastrica, occupata da gas con funzione di contenzione e di regolazione della pressione endogastrica
- zona media, corpo, funzione peristaltica
- zona antropilorica, funzione evacuatrice tramite formazione di sfintere funzionale preantrale
37Esofago - Generalità
Limiti: In alto margine inferiore della cartilagine cricoide (C6 -C7), in basso cardias (T11, in avanti VII cartilagine costale).
Lunghezza totale: 25 cm
Quattro porzioni: porzione cervicale, porzione toracica, porzione diaframmatica, porzione addominale.
Curvature:
- una nel piano sagittale, discende addossato alla colonna fino a T4, poi si discosta portandosi in avanti.
- due nel piano frontale, la prima convessa a sinistra, la seconda convessa a destra (si porta a destra "per fare posto all'aorta").
38Esofago - Restringimenti e segmenti dilatati

Restringimenti (diametro trasverso 15 mm):
- Restringimento cricoideo
- Restringimento aortico (T4)
- Restringimento bronchiale (T6)
- Restringimento diaframmatico
Segmenti dilatati (diametro trasverso: 19-22 mm) :
- Segmento cricoaortico
- Segmento broncodiaframmatico
- Segmento sottodiaframmatico
39Esofago - Rapporti. Porzione cervicale (C6 - T2)

Superficie esterna dell'esofago avvolta da uno strato di connettivo più o meno denso (avventizia).
Anteriormente: In rapporto con la porzione membranosa della trachea. Connettivo lasso si interpone tra questi due organi, dove si trovano anche fibre muscolari (muscolo tracheoesofageo)
Più in basso esofago deborda leggermente a sinistra, entrando in rapporto con il lobo sinistro della tiroide.
Posteriormente: spazio retroesofageo o retroviscerale compreso tra esofago (avanti), colonna vertebrale, mm. prevertebrali e fascia prevertebrale (indietro) e setti sagittali di Charpy (lateralmente), riempito di connettivo lasso.
Lateralmente: A sinistra esofago entra in rapporto con lobo sinistro della tiroide, a. tiroidea inferiore e vene tiroidee. Il nervo laringeo ricorrente decorre nell'angolo diedro formato da trachea ed esofago.
A destra il nervo laringeo ricorrente costeggia il margine dell'esofago.
Più a distanza è in rapporto con le carotidi comuni e con il tronco del simpatico.
40Esofago - Rapporti. Porzione toracica, tratto sopraaortico (T2 - T5).

Si trova nel mediastino posteriore.
Anteriormente: L'esofago è in rapporto con la parte membranosa della trachea. Davanti alla trachea si trova il piano vascolare: vene brachiocefaliche avanti, arco dell'aorta e suoi rami leggermente dietro.
Posteriormente: Esofago situato contro la colonna vertebrale, da cui lo separa connettivo lasso. Il dotto toracico è situato psoteriormente all'esofago, si inclina verso sinistra costeggiando il lato sinistro della colonna.
A sinistra : Esofago deborda leggermente rispetto alla trachea, è fiancheggiato da due grossi vasi arteriosi (carotide e succlavia). Il vago passa tra vena e arteria, poi incrocia l'aorta e cede il n. laringeo ricorrente, che decorre "satellite" del canale alimentare.
A destra: Esofago è costeggiato a maggior distanza dal tronco brachiocefalico. Il vago passa tra vena e arteria succlavia, cedendo il laringeo ricorrente che all'origine è relativamente distante dall'esofago.
41Esofago - Rapporti. Porzione toracica, tratto sottoaortico.

Anteriormente: l'esofago abbandona la trachea e passa dietro la biforcazione e in particolare dietro al bronco sinistro. Diviene retrocardiaco, corrisponde al diverticolo di Haller, poi alla faccia posteriore del ventricolo sinistro.
Posteriormente: a livello di T4 l'esofago si allontana dalla colonna, l'aorta ne incrocia il lato sinistro, descrive il suo arco, e gli si porta dietro, l'aorta manda i suoi rami intercostali.
Vena azygos decorre sul lato destro dei corpi vertebrali. Vena emiazygos incrocia la faccia posteriore dell'esofago a livello di T7-T8.
Dotto toracico, segue un tragitto ascendente passando dietro i vasi intercostali.
Nervi vaghi incrociano la faccia posteriore del peduncolo polmonare, il vago sinistro si porta alla faccia anteriore, il vago destro alla faccia posteriore: con le loro anastomosi allacciano l'esofago con un plesso.
Lateralmente: in rapporto con le pleure mediastiniche, che formano i recessi interazigoesofageo (destra) e interaorticoesofageo (sinistra).
42Esofago - Rapporti. Porzione frenica e porzione addominale.
L'esofago si impegna nell'orifizio esofageo con i due nervi vaghi. I pilastri del diaframma mandano delle fibre che terminano sulla parete esofageo (muscolo frenoesofageo).
Nell'addome, l'esofago è ricoperto in avanti e sui lati da peritoneo (faccia posteriore sprovvista). In avanti in rapporto con il lobo sinistro del fegato (in cui scava impronta esofagea). Indietro riposa sul pilastro sinistro del diaframma. A sinistra in rapporto con il fondo dello stomaco, a destra con il lobo caudato del fegato.
43Esofago - Sfinteri esofagei

Sfintere esofageo superiore: costituito dal fascio cricofaringeo del m. costrittore ifneriore della faringe, che forma un anello intorno all'estremità superiore dell'esofago
Sfintere esofageo inferiore: le fibre non si dispongono secondo un orientamento classicamente "sfinteriale", ma il meccanismo di contrazione dipende da una diversa regolazione funzionale (sfintere funzionale). Il tono dello sfintere è assicurato da: azione a piza del pilastro (laccio di Allison), angolo di His, membrana frenoesofagea.
44 Velo del palato 
Lamina muscolomembranosa che prolunga indietro la volta palatina ("palato molle").
Ponte sospeso alla base del cranio da una cinghia muscolare a quattro capi, due per lato, e con quattro pilastri, due per lato
Funzione: abbassamento chiude l'istmo delle fauci (suzione), elevazione chiude comunicazione tra rino- e orofaringe impedendo al bolo alimentare risalita verso le fosse nasali.
45Esofago - Vasi e nervi

Arterie:
- Nel collo rami esofagei della a. tiroidea inferiore
- Nel torace rami esofagei direttamente dall'aorta discendente o tramite arterie bronchiali e intercostali
- Nell'addome rami esofagei delle aa. freniche e dell'a. gastrica sinistra
Vene: formano plesso venoso sottomucoso, poi plesso venoso periesofageo
- Nel collo si riversano nelle tiroidee inferiori
- Nel torace nelle vene bronchiali, nelle vene pericardiche e soprattutto nella vena azygos, tributarie della cava superiore
- Nell'addome nella vena gastrica sinistra, tributaria della vena porta.
Importante anastomosi porto-cavale.
Linfatici:
- Nel collo, linfonodi paratracheali e linfonodi cervicali profondi
- Nel torace, linfonodi mediastinici posteriori
- Nell'addome, linfonodi gastrici superiori e linfonodi celiaci
Nervi
Provengono dal vago e dal simpatico
46Esofago - Anatomia microscopica

Tonaca avventizia: Addensamento connettivale (ricco di fibre elastiche)
Tonaca muscolare: Due strati di fibre, strato longitudinale esterno, strato circolare esterno. Nel terzo superiore dell'esofago si trovano ancora fibre striate.
Tela sottomucosa: Formata da connettivo lasso (ricco di fibre elastiche), accoglie ghiandole tubuloacinose ramificate a secrezione mucosa.
Tonaca mucosa:
- Epitelio pavimentoso stratificato non cheratinizzato
- Lamina propria: connettivo denso (fibre elastiche e formazioni linfoidi)
- Muscularis mucosae: fibrocellule muscolari disposte in fasci longitudinali, profondamente alla lamina propria
Ghiandole:
- Ghiandole esofagee nella sottomucosa, ghiandole tubuloacinose ramificate a secrezione mucosa
- Ghiandole cardiali nella lamina propria
47Stomaco - Generalità

Vasta sacca, porzione dilatata del canale alimentare situata tra esofago e intestino tenue. Qui gli alimenti subiscono le modificazioni chimiche che determinano la formazione del chimo.
Posizione: Situato nella parte superiore della cavità addominale, al di sotto del diaframma e del fegato, al disopra del colon trasverso e del mesoclon trasverso. Corrisponde all'ipocondrio sinistro e a gran parte dell'epigastrio.
Mezzi di fissità: Pliche peritoneali lo collegano al fegato e alla milza, ma i veri mezzi di fissità sono rappresentati dalla continuità con l'esofago e dall'aderenza del fondo al diaframma.
Dimensioni: Dimensioni molto variabili, in condizioni di media distensione lunghezza 29-30 cm, diametro trasverso 10 cm, spessore 8 cm. Volume 1200-1300 ml.
48Duodeno - Rapporti della quarta porzione

Risale sul lato sinistro di L4, L3, L2. Completamente sottomesocolica.
Faccia anteriore: corrisponde alle anse del tenue
Faccia posteriore: corrisponde al peduncolo renale e all'aorta.
A destra: in rapporto (meno intimo) col pancreas
A sinistra: in rapporto con il margine mediale del rene e l'ilo del rene.
49Stomaco - Comportamento del peritoneo

Il peritoneo avvolge lo stomaco quasi completamente mediante un foglietto anteriore e un foglietto posteriore. Il foglietto posteriore si arresta a un livello più basso rispetto a quello anteriore, piegando posteriormente per continuarsi nel peritoneo parietale posteriore.
Il cardia, la faccia posteriore dell'esofago addominale e del fondo dello stomaco sono in rapporto diretto con il diaframma (mediante una lamina di connettivo denso detta da alcuni legamento gastrofrenico).
50Stomaco - Nomenclatura anatomoclinica: corpo, fondo, antro, curvature

Suddivisione (convenzionale) dello stomaco in varie parti.
Porzione verticale:
Fondo: cupuliforme, si adatta alla concavità del diaframma, delimitato in basso da una linea orizzontale passante per il cardia
Corpo: forma cilindrica o tronco di cono, si porta in basso quasi verticalmente, si unisce a gomito con la porzione orizzontale, sulla piccola curvatura si determina la piega (o incisura) angolare.
Porzione orizzontale: nel complesso imbutiforme, la punta corrisponde al piloro, si descrivono due parti
Vestibolo o antro pilorico
Canale pilorico
Curvature:
- Grande curvatura, (l. 40 cm) comincia formando con il margine sinistro dell'esofago l'incisura cardiale di His, descrive una curva a concavità volta inferiormente, discende quasi verticalmente, descrive una seconda curva continuandosi nel margine inferiore del duodeno
- Piccola curvatura, (l.15 cm) più spessa della grande curvatura (qui arrivano vasi e nervi), cominzia dal cardia, si porta in basso quasi verticalmente, in basso si inflette in alto, indietro e a destra formando la piega angolare
51Stomaco - Rapporti nell'insieme

Lo stomaco è un organo toracoaddominale: il terzo superiore è mascherato completamente dalla parte infeirore dell'emitorace sinistro. Proiettato sulla parete addominale anteriore, si situa nell'ipocondrio sinistro e nell'epigastrio.
Se si resecano le ultime coste, si vede lo stomaco circondato da una serie di visceri:
- In avanti e a destra il lobo sinistro del fegato ricade sullo stomaco
- Indietro a sinistra si trova la milza, spesso mascherata dalla grande curvatura
- In basso il colon trasverso "gli fa da letto"
- A sinistra e indietro, sollevando lo stomaco si vedono il rene e la surrenale di sinistra
- Indietro, a sinistra della colonna si notano il corpo e la coda del pancreas
52Stomaco - Rapporti anteriori

Porzione toracica della parete anteriore: ricoperta dalle digitazioni incrociate del diaframma e del m. trasverso, corrisponde alla V, VI, VII, VIII, IX costa sinistra e ai corrispondenti spazi intercostali, corrisponde al senopleurale costodiaframmatico.
Spazio semilunare di Traube: spazio con la convessità volta in alto
- limite inferiore: margine infeiore del torace dal processo xifoideo all'estremità anteriore della X costa
- limite superiore: dal processo xifoideo alla V costa
- limite esterno: linea leggermente convessa all'esterno passante qualche cm esternamente a linea emiclaveare
Porzione addominale della parete anteriore: situata nell'epigastrio, è accessibile alla palpazione, lobo sinistro del fegato copre in alto e a destra una parte, colon trasverso copre parte della grande curvatura
Triangolo di Labbé: stomaco in rapporto immediato con la parete addominale anteriore solo in questo triangolo (triangolo molto variabile: volume del fegato, posizione della grande curvatura)
- lato esterno: margine costale sinistro
- lato interno: margine anteriore del fegato
- lato inferiore: linea orizzontale tangente al margine inferiore della IX cartilagine costale

53Stomaco - Rapporti posteriori. Borsa omentale.

La parete posteriore dello stomaco corrisponde a una camera peritoneale: borsa omentale o retrocavità degli epiploon.
Questa cavità si apre nella grande cavità peritoneale mediante il forame epiploico di Winslow.
In avanti è limitata dal foglietto peritoneale che tappezza (parte del)la parete posteriore dello stomaco. Indietro dal foglietto parietale posteriore.
Pavimento: mesocolon trasverso. Volta: riflessione del peritoneo sulla parete addominale posteriore.
La borsa omentale consente allo stomaco di dilatarsi senza comprimere organi limitrofi.
Parte superiore della parete posteriore dello stomaco non è ricoperta da peritoneo.
54Volta palatina- Struttura

Strato osseo: processi orizzontali dei mascella saldati alle lamine orizzontali dei palatini
- Indietro agli angoli posterolaterali si aprono i fori palatini maggiori
- Avanti sullalinea mediana si apre il canale incisivo
Strato mucoso:
- Epitelio pavimentoso stratificato cheratiinzzato
- Tonaca propria aderente al periostio
Ghiandole palatine: ghiandole tubuloacinose ramificate a secrezione mucosa
55Stomaco - Rapporti della grande curvatura, della piccola curvatura, del piloro.

Grande curvatura: dà inserzione al grande omento, che si porta verso il colon trasverso dove si salda formando il legamento gastrocolico, esso contiene arterie e vene gastroepiploiche destre e sinistre. La grande curvatura in basso è costeggiata dal colon trasverso, prende rapporto anche con la flessura sinistra; in alto prende rapporto con il diaframma e con il m. trasverso dell'addome.
Piccola curvatura: dà inserzione al piccolo omento, è in rapporto mediato con aorta, pilastri mediali del diaframma, tronco celiaco, plesso celiaco, colonna vertebrale (da T11 a L1).
Piloro: si trova regolarmente a destra della linea mediana, davanti a L1 (linea transpilorica). In avanti coperto dal lobo quadrato del fegato, indietro in rapporto con i vasi del fegato che si impegnano nel piccolo omento e con la testa del pancreas.
56Regione celiaca

Limitata dalla piccola curvatura e dalla prima porzione del duodeno. Coperta in avanti dal lobo caudato del fegato, dal piccolo omento, dal peritoneo parietale posteriore.
Alle vertebre si accollano i pilastri del diaframma, mascherati dalla cava inferiore e dall'aorta.
Dall'aorta parte il tronco celiaco, con i tre rami che ne emanano. Davanti al tronco celiaco si trova il plesso celiaco, con i gangli semilunari.
57Labbra - Struttura

Cute: spessa e resistente, aderente ai fasci muscolari sottostanti, presenta follicoli piliferi e ghiandole sebacee
Strato muscolare: costituito principalmente dal muscolo orbicolare della bocca + fasci provenienti da altri muscoli della faccia
Strato mucoso:
- Epitelio pavimentoso stratificato (normalmente non cheratinizzato)
- Lamina propria costituita da tessuto connettivo intrecciato a fibre elastiche
Il passaggio da zona cutanea a zona mucosa avviene gradualmente mediante una zona di transizione dove mancano peli e ghiandole sudoripare
Ghiandole: si trovano nella parte profonda della lamina propria, si tratta di ghiandole tubuloacinose ramificate a secrezione mista
58Stomaco - Legamenti dello stomaco

Le due lamine che ricoprono le due facce dello stomaco in alcuni punti si addossano formando pliche peritoneali che si portano verso gli organi vicini.
Legamento epatogastrico, lamina tesa tra la piccola curvatura dello stomaco e la faccia viscerale del fegato. A livello del margine gastrico decorrono vasi, nervi e linfonodi; nello spessore del suo margine libero si trova il peduncol epatico.
Legamento gastrolienale, lamina tesa tra la metà superiore della grande curvatura e l'ilo della milza. Nel suo spessore decorrono i vasi gastrici brevi (rami dell'a. lienale) e l'arteria gastroepiploica sinistra.
Legamento gastrocolico, lamina disposta frontalmente, tesa tra la grande curvatura dello stomaco e il colon trasverso.
59Stomaco- Anatomia microscopica. Tonaca sierosa. Tonaca muscolare. Tela sottomucosa.

Tonaca sierosa: dipendenza del peritoneo (mesotelio + strato connettivale sottomesoteliale)
Tonaca muscolare:
Piano esterno: fasci londitudinali
Piano medio: fasci circolari, a livello del piloro si infittiscono formando sfintere pilorico
Piano interno: fasci obliqui, non formano allo stomaco un involucro completo, formano delle anse il cui punto medio si trova a sinistra del cardia.
Tela sottomucosa: costituita da connettivo lasso, con abbondanti fibre elastiche
Accoglie vasi e il plesso nervoso sottomucoso di Meissner
60Stomaco- Anatomia microscopica. Tonaca mucosa: caratteri.
Pliche gastriche: la mucosa presenta pliche ondulate che conferiscono un aspetto molto irregolare.
Areole gastriche e fossette gastriche: la mucosa gastrica presenta solchi che determinano rilievi poligonali di 2-4 mm di diametro (areole gastriche). Le areole presentano una superficie cribrosa: vi si aprono le fossette gastriche. Sul fondo delle fossette si aprono le ghiandole gastriche.
61Stomaco- Anatomia microscopica. Tonaca mucosa: epitelio, lamina propria, muscularis mucosae.

Epitelio prismatico semplice
A livello del cardia linea festonata nel punto in cui epitelio pavimentoso stratificato esofageo si continua nell'epitelio prismatico gastrico.
Caratteri della cellula: nucleo e RER nella porzione basale, granuli di prosecreto in formazione nella porzione apicale
Secrezione di muco costituito da proteoglicani neutri + trasporto di ioni bicarbonato dal sangue nel muco (neutralizzazione succo gastrico).
Lamina propria, formata da connettivo lasso, riempita da formazioni ghiandolari. Si trovano anche aggregati di tessuto linfoide (linfociti, macrofagi, eosinofili, plasmacellule), fibre nervose e capillari.
Muscularis mucosae, più spessa che altrovem consiste di due strati muscolari (interno a direzione circolare, esterno a direzione longitudinale). La sua contrazione contribuisce allo svuotamento delle ghiandole.
62Stomaco - Anatomia microscopica. Ghiandole gastriche (oxintiche).

Ghiandole tubulari semplici.
Cellule indifferenziate o staminali: si localizzano nel coletto, da esse derivano le cellule epiteliali e le cellule ghiandolari.
Cellule del colletto: nucleo nel versante basale, granuli di secreto nel versante apicale. Secrezione di mucina, con proteoglicani acidi (non neutri).
Cellule principali o adelomorfe o zimogeniche o peptiche: le più numerose nella parte del tubulo ghiandolare. Nucleo, RER, numerosi ribosomi nel versante basale, granuli di secreto nel versante apicale. Secrezione di pepsinogeno, precursore della pepsina, di rennina (proteasi) e di lipasi.
Cellule parietali o delomorfe, sempre ben visibili poiché ricche di mitocondri quindi intensamente acidofile (da cui delomorfe), sporgono dalla superficie esterna dei tubuli (da cui parietali). La superficie secretoria apicale è aumentata dal sistema di canalicoli di secrezione e da numerosi microvilli. Cellule unite a quelle vicine da desmosomi.
Secrezione di ioni H+ e Cl- (da cui acidocloridrico) e fattore intrinseco.
Cellule endocrine: cellule argentaffini (serotonina), cellule enterocromaffini (istamina), cellule D (somatostatina), cellule G (gastrina).
63Stomaco - Anatomia microscopica. Ghiandole piloriche e ghiandole cardiali.
Ghiandole cardiali: ghiandole tubulari composte secernenti muco (glicoproteine neutre) e pepsinogeno. Si trovano al limite tra mucosa esofagea e mucosa gastrica.
Ghiandole piloriche: ghiandole tubulari ramificate secernenti muco (glicoproteine neutre). Si possono trovare rare cellule delomorfe. Si trovano cellule D, cellule G, cellule enterocromaffini.
64Tronco celiaco

Vaso impari e mediano, origina dalla faccia anteriore dell'aorta addominale, al di sotto delle arterie freniche, al di sopra dell'arteria mesenterica superiore (T12-L1).
Modo classico di terminazione: tripode celiaco di Haller, ossia triforcazione in tre rami terminali (a. gastrica sinistra, a. epatica comune, a. lienale). Grande variabilità.
65Stomaco - Nervi

Vago di sinistra, diventato anteriore, raggiunge il margine destro del cardia, forma una lamina nervosa plessiforme. Dal margine sinsitro di questa lamina partono i rami gastrici che secondo alcuni formano un plesso anteriore e un plesso posteriore sulle facce dello stomaco.
Il maggiore di questi rami costituisce il nervo di Latarjet, nervo principale anteriore della piccola curvatura e decorre lungo la piccola curvatura.
Vago di destra, diventato posteriore, continua il suo tragitto discendente, manda dei rami al plesso celiaco (anse) e dei rami gastrici, di cui uno costituisce il nervo principale posteriore di Latarjet.
Simpatico, le fibre provengono dal simpatico toracico, si portano nel plesso celiaco, da qui mediante plessi secondari intorno alle arterie raggiungono lo stomaco.
I nervi si distribuiscono al plesso mienterico e al plesso sottomucoso.
66 Lingua: Scheletro della lingua

Membrana ioglossa: lamina fibrosa, si distacca dal margine superiore del corpo dell'osso ioide portandosi in alto
Setto mediano (o linguale): setto fibroso mediano, falciforme, si inserisce con l'estremità posteriore sulla membrana ioglossa, si dispone tra i due muscoli genioglossi
67Stomaco - Arterie

Circolo arterioso decorre lungo le curvature, formato dall'unione di rami direttamente o indirettamente provenienti dal tronco celiaco.
Arco arterioso della piccola curvatura, formato dalle arterie gastriche
Arteria gastrica sinistra, proveniente direttamente dal tronco celiaco, inizialmente retroperitoneale, forma la falce dell'a.gastrica sinistra portandosi verso la piccola curvatura lungo cui discende
Arteria gastrica destra, proveniente dall'arteria epatica comune, quando questa si impegna nel peduncolo epatico, quindi si porta nel piccolo omento
Le due arterie si anastomizzano a pieno canale.
Arco arterioso della grande curvatura, formato dalle arterie gastroepiploiche
Arteria gastroepiploica sinistra, proveniente dall'a. lienale, decorre nel legamento gastrolienale, poi lungo la grande curvatura
Arteria gastroepiploica destra, proveniente dall'a. gastroduodenale, ramo dell'a. epatica comune, segue il margine inferiore del piloro, poi la grande curvatura
Arterie gastriche brevi, rami dell'a. lienale, decorrono nel ligamento gastrolienale, irrorano il fondo dello stomaco.
Le arterie formano: rete sottosierosa, rete muscolare, rete sottomucosa.
68Stomaco - Vene

Le vene dello stomaco sono tributarie della vena porta. La loro disposizione ricalca abbastanza fedelmente quella arteriosa.
Arco venoso della piccola curvatura:
Vena gastrica sinistra, risale lungo la piccola curvatura, segue l'arteria omonima, incrocia la faccia anteriore dell'aorta e si getta nella vena porta.
Vena gastrica destra, segue il margine superiore del piloro, raggiunge il peduncolo epatico e si getta nella vena porta.
Arco venoso della piccola curvatura:
Vena gastroepiploica destra, decorre lungo la grande curvatura, si getta nella vena mesenterica superiore (può anche riunirsi alla vena colica destra formando la vena gastrocolica).
Vena gastroepiploica sinistra, satellite dell'arteria omonima, si getta nella vena lienale.
Vene gastriche brevi: originano dalla regione del fondo dello stomaco, si gettano nella vena lienale.
Le vene formano: plesso sottomucoso, plesso sottosieroso.
69Stomaco - Linfatici

Linfatici della piccola curvatura raggiungono i linfonodi satelliti dell'arteria gastrica sinistra (linfonodi gastrici superiori).
Linfatici della grande curvatura raggiungono i linfonodi satelliti dell'arteria gastroepiploica destra (linfonodi gastrici inferiori).
Linfatici del fondo raggiungono i linfonodi lienali.
I vasi linfatici efferenti raggiungono quindi i linfonodi celiaci.
70 Velo del palato - Muscoli: muscolo dell'ugola
Nasce dall'aponevrosi, subito dietro la spina nasale
Si porta in basso fino all'apice dell'ugola
Contiguo al muscolo controlaterale
71Duodeno - Generalità

Prima parte dell'intestino tenue. Inizia all'altezza di L1 a destra della linea mediana, termina all'altezza di L2 a sinistra della linea mediana.
Limiti: sfintere pilorico (solco duodenopilorico esternamente), flessura duodenodigiunale.
Mezzi di fissità: peritoneo, coledoco e dotti escretori del pancreas, muscolo di Treitz.
Dimensioni: lunghezza 30 cm, calibro 4-5 cm.
72Duodeno - Direzione e suddivisione

Direzione: il duodeno si dirige prima a destra, in alto e indietro, si inflette bruscamente in basso discendendo verticalmetne, si inflette portandosi da destra a sinistra, risale sul lato sinistro della colonna.
Divisione topografica:
Prima porzione, leggermente obliqua in alto, indietro, a destra.
Seconda porzione, verticale, discendente
Terza porzione, orizzontale
Quarta porzione, verticale, ascendente
Forma: anello incompleto (4/5 di una circonferenza). Discreta variabilità individuale: duodeno a U, duodeno a V, duodeno anulare (infante).
73Tronco celiaco - Rapporti

Occupa il centro della regione celiaca di Luschka.
Posteriormente: l'aorta lo separa dalla colonna vertebrale (vertebre T12, L1, L2)
Superiormente: in rapporto con orifizio aortico del diaframma e arterie freniche inferiori, incrociato dalla vena gastrica sinistra (essa si porta verso la vena porta)
Inferiormente: in rapporto con il tuber omentale della testa del pancreas; l'arteria mesenterica infeirore nasce 15 mm al disotto del tronco celiaco
A destra: in rapporto con la cava inferiore, con la cisterna di Pecquet e l'origine del dotto toracico, vena lombare ascendente dx, tronco del simpatico.
A sinistra: in rapporto con la vena lombare ascendente e con il tronco del simpatico
Rapporti con il plesso celiaco: da ciascun lato del tronco si trovano i gangli semilunari (celiaci), raggiunti dal nervo glande splancnico ai loro angoli esterni. Il vago destro termina a livello di questi gangli (ansa memorabile di Wrisberg a destra, ansa omologa o di Laignel-Lavastine a sinistra). Attorno al tronco celiaco, davanti all'aorta addominale i rami di queste formazioni costituiscono il plesso celiaco (o plesso solare).
La regione celiaca è ricoperta dal peritoneo parietale posteriore e dalla pars flaccida del piccolo omento. I rami del tronco celiaco sollevano il peritoneo in due pliche falciformi sepimentando la borsa omentale in vestibolo e borsa omentale prop. detta.
74Duodeno - Rapporti con il pancreas

I rapporti di questi due organi sono intimi (si sviluppano insieme nel mesogastrio posteriore primitivo).
Le quattro porzioni del duodeno circondano quasi completamente la testa del pancreas.
Prima porzione:
- Segmento interno, non c'è aderenza stretta
- Segmento esterno, il pancreas si incava in un doccia (versante posteriore di questa doccia: tubercolo omentale, si impegna nel piccolo omento, sporge nel vestibolo della borsa omentale), il duodeno vi decorre
Seconda porzione: pancreas fortemente aderente (aderenza data anche dallo sbocco dei dotti pancreatici) alla parete intestinale.
Terza porzione: continua il rapporto intimo, il pancreas manda un prolungamento (processo uncinato) al davanti dei vasi mesenterici superiori.
Quarta porzione: il duodeno si disimpegna dal pancreas, fra i due organi rimane una strettoia.
Angolo duodenodigiunale: posto inferiormente al margine inferiore del corpo del pancreas.
75Duodeno - Rapporti con il peritoneo

Prima porzione (mobilizzabile):
- Segmento interno, la sierosa si comporta come sullo stomaco (foglietto anteriore e foglietto posteriore)
-- Al margine inferiore i foglietti si addossano formando il legamento duodenocolico, che contribuisce alla formazione del grande omento (continua a destra il legamento gastrocolico).
-- Al margine superiore i foglietti si addossano risalendo verso l'ilo epatico, formando il legamento epatoduodenale (margine libero o pars tensa del piccolo epiploon);
Seconda porzione (poco mobilizzabile): la sierosa riveste soltanto la faccia anteriore del duodeno, la faccia psoteriore è retroperitoneale, è incrociata dal mesocolon trasverso, che la divide in una porzione sopramesocolica e una sottomesocolica.
Terza porzione (fissata): applicata alla parete addominale posteriore, qui origina la radice del mesentere in cui si impegnano i vasi mesenterici superiori.
Quarta porzione (poco mobilizzabile): la sierosa riveste la sua faccia anteriore
76Duodeno - Rapporti della prima porzione

Situata a livello di L1
Faccia anteriore: lobo quadrato la sormonta e la maschera, la cistifellea vi si adagia (clinica: fistolizzazione con migrazione di calcoli biliari)
Margine inferiore: in rapporto con il pancreas, scavato a doccia, dà inserzione al legamento duodenocolico
Faccia posteriore: in rapporto con il vestibolo della borsa omentale (mediante questo con la vena cava inferiore), in rapporto con il peduncolo epatico (in particolare coledoco)m anche con a. gastroduodenale.
77Duodeno - Rapporti della seconda porzione
Discende sul lato destro di L2, L3, L4.
Faccia anteriore: in alto rapporto con cistifellea, con l'estremità destra del colon trasverso, al disotto del mesolon in rapporto con le anse del tenue
Faccia posteriore: corrisponde all'ilo del rene e al peduncolo renale, che la separano dal piano muscolare (grande psoas e quadrato dei lombi)
A sinistra: corrisponde alla testa del pancreas (sbocco di coledoco e dotti pancreatici).
A destra: in rapporto con il lobo destro del fegato (impronta duodenale), con la flessura destra e con la parte superiore del colon ascendente
78Duodeno - Rapporti della terza porzione

Si distende al davanti di L4.
Decorre nella strettoia vascolare compresa tra l'aorta (indietro) e i vasi mesenterici (avanti).
Faccia anteriore: incrociata dalla radice del mesentere e dai vasi mesenterici superiori, che vi si impegnano
Faccia posteriore: incrocia l'aorta e la cava inferiore
Margine superiore: corrisponde alla testa del pancreas e al processo uncinato
Margine inferiore: corrisponde alle anse del tenue
79Stomaco - Rapporti posteriori.

Parte superiore della parete posteriore sprovvista di peritoneo. Si applica senza intermediario sieroso alla parete addominale posteriore (pilastro sinistro del diaframma).
Per il resto, mediante la borsa omentale la faccia posteriore dello stomaco è in rapporto con:
- polo superiore del rene sinistro e ghiandola surrenale
- faccia gastrica della milza
- pancreas, che incrocia trasversalmente canale pilorico, antro e parte basa del corpo, fino a raggiungere la grande curvatura
80Flessura duodenodigiunale e muscolo di Treitz
Nella sua porzione terminale, il duodeno forma con il digiguno un gomito stretto. Situato sul lato sinistro della colonna, fissato alla parete dal peritoneo e dal muscolo di Treitz.
Il muscolo di Treitz è un muscolo digastrico che si inserisce in alto al diaframma, in basso al margine superiore della flessura.
81Duodeno - Arterie

Il duodeno riceve le sue arterie da
- Arteria gastroduodenale, ramo dell'epatica comune
- Arteria mesenterica superiore
Si dispongono in una doppia arcata, il cui decorso segue la curva del duodeno sulla faccia anteriore e sulla faccia posteriore.
I rami dell'a. gastroduodenale prendono il nome di arterie pancreaticoduodenali superiori, i rami dell'a. mesenterica prendono il nome di arterie pancreaticoduodenali inferiori.
Arteria pancreaticoduodenale postero-superiore, ramo collaterale della gastroduodenale, nasce prima che questa si impegni dietro la prima porzione del duodeno
Arteria pancreaticoduodenale antero-superiore, uno dei due rami terminali della gastroduodeonale (l'altro è la gastroepiploica destra), nasce a livello del margine inferiore del duodeno.
Arteria pancreaticoduodenale inferiore, nasce di solito con un solo tronco dalla mesenterica inferiore, si divide in due rami
Arteria pancreaticoduodenale antero-inferiore, si anastomizza con a. antero-superiore
Arteria pancreaticoduodenale postero-ifneriore, si anastomiza con a. postero-superiore
82Duodeno - Vene

Presentano una disposizione simile a quella delle arterie, in due arcate.
Vena pancreatico-duodenale superiore sbocca nel tronco della vena porta
Vena pancreatico-duodenale inferiore si unisce alla vena gastroepiploica destra (e di solito alla vena colica media) e sbocca nella vena mesenterica superiore
83Duodeno - Linfatici
I linfatici anteriori drenano nei linfonodi pancreatico-duodenali e nei linfonodi pilorici.
I linfatici posteriori drenano nei linfonodi mesenterici superiori. Da questi nei linfonodi retropancreatici e nei linfonodi celiaci.
84Radice del mesentere
Corrisponde alla linea lungo cui questa plica peritoneale si distacca dalla parete psoteriore dell'addome. Va dall'angolo duodenodigiunale fino all'angoloileocecale.
Si dirige dall'alto verso il basso e da sinistra verso destra, describendo una linea più o meno ondulata.
Rapporti:
Incrocia la quarta e la terza porzione del duodeno, al di sotto del duodeno incrocia aorta e vena cava inferiore seguendone per un tratto la direzione fino alla biforcazione aortica. Si porta verso destra nella fossa iliaca destra incrociando uretere destro, origine dell'a. iliaca esterna, vasi genitali.
85Duodeno - Nervi
I nervi provengono dal plesso celiaco e dal plesso mesenterico superiore.
La prima porzione riceve anche alcuni filuzzi dai nervi del fegato (n. duodenopilorici).
86Digiuno-ileo - Generalità

Intestino tenue mesenteriale si estende dalla flessuraduodenodigiunale (L2) fino alla valvola ileocecale (fossa iliaca destra).
Dimensioni:
- lunghezza 6-7 metri
- dimatro dinimuisce gradualmente da 47 mm a 27 mm
Digiuno: 2/5 prossimali
Ileo: 3/5 prossimali
Mezzi di fissità: pressione intraddominale (tonicita delle pareti muscolari) e mesentere. Il digiuno-ileo esige una certa libertà.
87Digiuno-ileo - Gruppi di anse

Il digiuno-ileo nel suo decorso si dispone a formare pieghe ad andamento flessuoso, le anse intestinali. Nell'insieme formano la matassa intestinale.
Le anse intestinali si dispongono in modo ordinato in gruppi:
Primo gruppo: posto nell'ipocondrio sinistro, fino alla flessura colica sinsitra
Secondo gruppo: posto nel mesogastrio, fino alla flessura colica destra
Terzo gruppo: posto nella fossa iliaca sinistra
Quarto gruppo: posto tra i due muscoli psoas, sulla linea mediana, scende in parte nella pelvi
Questa disposizione non è caotica: dopo una laparotomia esse tendono a riprendere la posizione iniziale.
88 Tonsilla palatina - Anatomia microscopica

Mucosa:
Epitelio pavimentoso stratificato moderatamente cheratinizzato in alcuni punti scompaginato per presenza di gran numero di linfociti. Si trovano anche granulociti e macrofagi.
Lamina propria occupata da tessuto linfoide che presenta follicoli linfoidi secondari con centri germinativi (linfociti B) mentre i linfociti T si trovano localizzati nei territori linfoidi interfollicolari.
Epitelio e lamina propria si approfondano nel tessuto linfoide dando origine a 10-20 cripte tonsillari
Alla periferia della tonsilla si trovano anche ghiandole tonsillari (secrezione mucosa).
Il parenchima della tonsilla è sepimentato da setti connettivali percorsi da vasi.
89Digiuno-ileo - Rapporti della matassa intestinale nell'insieme
Anteriormente: in rapporto con la parete addominale anteriore, da cui la separa il grande omento (spazio previscerale). Il grande omento può avere dimensioni variabili, talvolta può essere retratto, allora la massa intestinale è direttamente in rapporto con il peritoneo parietale anteriore.
Posteriormente: in rapporto con la parete addominale posteriore e con gli organi retroperitoneali (duodeno, rene sinistro, grossi vasi con i loro rami).
A sinistra: in rapporto con il colon discendente e con il colon iliaco
A destra: in rapporto con il colon ascendente
In alto: il colon trasverso separa dagli organi del piano sovramesocolico (stomaco, fegato, milza)
In basso: le anse discendono nella piccola pelvi
90Mesentere
Larga plica peritoneale che connette il tenue alla parete posteriore dell'addome. Tra i due foglietti decorrono vasi e nervi.
Divide lo spazio sottomesocolico in due scompartimenti.
Dimensioni: margine parietale ossia la linea di attacco alla parete posteriore misura 15-17 cm, margine viscerale varia come la lunghezza dell'intestino, altezza della pagina 10-12 cm
91 Tonsilla palatina 
Organo linfoide annesso alla mucosa dell'istmo delle fauci, contribuisce a formare anello di Waldeyer.
Occupa escavazione posta subito dietro istmo delle fauci.
Forma ovoide appiattito
Dimensino molto variabili: in media h 20-25 mm, larghezza 25 mm, spessore 10 mm
RapportiFaccia interna: libera ricoperta dalla mucosa faringea, presenta orifizi che conducono nelle
cripte tonsillari.
Margini anteriore e posteriore: in rapporto con gli archi del velo del palato (spazio pre e retrotonsillare)
Estremità: in alto fossetta sopratonsillare, in basso base della lingua
Faccia esterna: ricoperta da t. connettivo denso ("capsula tonsillare"), in rapporto con muscolo amigdaloglosso, aponevrosi faringea, muscolo costrittore superiore, stiloglosso e stilofarigneo
in rapporto anche con nervo glossofaringeo (passa esternamente al piano muscolare) e con arteria palatina ascendente, ramo dell'a. faciale (risale verticalmente incrociando il nervo)
in rapporto anche con spazio prestiloideo (segmento anteriore dello spazio faringomandibolare)

92 Velo del palato - Conformazione esterna

Ugola: prolungamento verticale di forma cilindrica o conica, fa parte della porzione mediana del margine inferiore, è sospesa al di sopra dello spazio fra radice della lingua ed epiglottide
Archi del velo del palato:
- Archi anteriori (palatoglossi), si portano lateralmente, in basso e in avanti, contengono nel loro spessore il muscolo palato glosso
- Archi posteriori (palatofaringei), si portano in basso e indietro, contengono nel loro spessore il muscolo palatofaringeo
Fossa tonsillare: accoglie la tonsilla palatina
93Arteria mesenterica superiore - Origine e decorso

Nasce dalla faccia anteriore dell'aorta addominale, 1-2 cm al disotto del tronco celiaco.
Discende verticalmente in basso e in avanti, posta dapprima dietro il pancreas, poi incrocia la terza porizone del duodeno. Segue la radice del mesentere, poi si impegna tra i due foglietti.
Termina biforcandosi. Ramo sinistro si anastomizza con ultima arteria ileale. Ramo destro si anasomizza con ramo inferiore dell'a. ileocolica.
94 Pavimento della bocca: solco sottolinguale o porzione libera del pavimento della bocca

Regione di forma triangolare estesa dalle gengive fino alla base della lingua.
- In superficie, regione ricoperta dalla mucosa muccale
- Profondamente, si estende fino al m. miloiodeo che la separa dalla regione sopraioidea
Sulla linea mediana: plica mucosa (frenulo) lega la faccia inferiore della lingua al pavimento della bocca
Ai lati:
- caruncola sottolinguale (perforata da sbocco del dotto sottomandibolare e del dotto principale della ghiandola sublinguale maggiore)
- piega sottolinguale, rilievo dove sboccano i dotti escretoti delle altre ghiandole sottolinguali
95Arteria mesenterica superiore - Rapporti
Porzione retropancreatica. L'arteria mesenterica inferiore si trova nel piano vascolare retropancreatico.
Posteriormente: corrisponde alla faccia anteriore dell'aorta (da cui si staccano in questa regione anche aa. renali e aa. genitali); la vena renale sinistra incrocia la faccia posteriore dell'a. mesenterica superiore.
Anteriormente: in rapporto con i rami di origine della vena porta (vena mesenterica superiore, vena mesenterica inferiore si getta nella vena lienale formando un tronco comune). Al piano vascolare annesso un piano linfatico (linfonodi retropancreatici). Il pancreas maschera questi vasi.
Porzione preduodenale: liberaandosi dal pancreas l'arteria incrocia la terza porzione del duodeno. La vena mesenterica superiore è a destra.
Porzione mesenterica: decorre dapprima lungo la radice del mesentere, poi nel suo segmento temrinale si impegna tra i due foglietti del mesentere.
96Arteria mesenterica superiore - Rami

Rami collaterali
Arteria pancreaticoduodenale inferiore
Arterie digiunali e ileali, o intestinali, rami di sinistra della mesenterica superiore, vascolarizzano digiuno e ileo. Numero: 15-18
Arteria ileocolica, il più basso dei rami collaterali di destra. Si porta in basso e a destra dietro il peritoneo parietale posteriore. Nella fossa iliaca si biforca, dando un ramo inferiore e un ramo superiore (si anastomizza con ramo dell'a. colica destra).
Ramo inferiore dà origine a: rami colici e cecali, a. appendicolare, ramo ileale si anastomizza con l'a. mesenterica superiore. (secondo altre descrizioni, l'a. ileocolica si sfiocca in cinque rami)
Arteria colica destra, nasce poco sotto emergenza della mesenterica al disotto del pancreas, si divide in due rami: ramo discendente (si anastomizza con a. ileocolica), ramo ascendente.
Arteria colica media, si porta in avanti decorrendo tra i due foglietti del mesocolon trasverso. Si anastomizza da una parte con a. colica destra, dall'altra con a. colica sinistra (si forma arcata di Riolano)
97Vena mesenterica superiore 
Vena mesenterica superiore è satellite dell'arteria mesenterica superiore.
La distribuzione della vena ricalca quella arteriosa. Le arcate venose sono più numerose.
Rami destri: vena ileocolica, vena colica destra, vena colica media.
Rami sinistri: rami ileali e digiunali.
98Arteria mesenterica superiore - Terminazione dei rami intestinali: arcate

Ogni arteria intestinale attraversa lo spazio tra i due foglietti del mesentere e si divide in due rami.
I rami si anastomizzano con i rami dell'arteria precedente e dell'arteria successiva. SIforma arcata di primo ordine.
Dalle arcate partono altri vasi che anastomizzandosi possono formare arcate di secondo e terzo ordine.
Dalle ultime arcate originano vasi ad andamento rettilineo (arterie rette), che si portano (generalmente a coppie) verso le due facce del tubo intestinale. Possono anche staccarsi ad Y dal medesimo vaso retto.
I territori vascolari sono relativamente indipendenti, possibilità di infarti a carico di anse intestinali.
99 Pavimento della bocca: Generalità e muscolo miloioideo

Le parti molli che separano la cavità buccale dal collo chiudendola in basso sono comprese fra due arhci ossei: osso ioide e corpo della mandibola.
Il muscolo miloiodeo è teso fra i due archi stabilendo una separazione tra il pavimento della bocca e il collo (regione sovraioidea).
Il muscolo miloioideo costituisce la parete inferiore del pavimento della bocca.
100Digiuno-ileo - Un confronto tra digiuno e ileo
Calibro: maggiore nel digiuno rispetto a ileo.
Parete: più spessa nel digiuno rispetto a ileo.
Vascolarizzazione: maggiore nel digiuno (colorito più scuro), le arcate sono minori ma con maggiore ampiezza.
Tessuto adiposo: minore nel digiuno rispetto a ileo.
Pieghe circolari: più numerose e più grandi nel digiuno.
Diversi aspetti morfologici da correlare a una diversa funzione: nel digiuno prevale assorbimento, nell'ileo prevale funzione immunitaria (placche di Peyer più numerose).
101Digiuno-ileo - Linfatici

Vasi linfatici seguono il decorso dei vasi sanguigni nello spessore del mesentere. Tra i due foglietti si trovano disseminati numerosi linfonodi mesenterici.
I collettori efferenti si portano ai linfonodi preaortici, dove si costituisce il tronco linfatico intestinale (una radice del dotto toracico).
102 Pavimento della bocca - Loggia sottolinguale: contenuto

- Ghiandola sublinguale: ovale allungata, a contatto con quella del lato opposto dietro la sinfisi mentroniera
- Dotto sottolinguale maggiore, di Rivinus: sbocca poco a lato del dotto sottomandibolare
- Prolungamento anteriore della ghiandola sottomandibolare
- Dotto sottomandibolare, segue la faccia interna della ghiandola sottolinguale (l. 4-5 cm)
- Arterie e vene sottolinguali
- Nervo linguale: situato dapprima al disopra, poi esternamente quindi al disotto del dotto sottomandibolare
- Nervo ipoglosso: raggiunge la parte posteriroe della loggia
- Tessuto celluloadiposo
103Digiuno-ileo - Nervi

Provengono dal plesso celiaco mediante il plesso mesenterico superiore.
Le fibre parasimpatiche sono di origine vagale. Le fibre simpatiche provengono dal 5°-8° segmento toracico del midollo spinale.
I nervi del tenue si ramificano prima delle arterie corrispondenti (sono satelliti solo all'origine), formano talvolta un'arcata nervosa a ridosso del tubo intestinale.
104Intestino tenue - Anatomia microscopica. Tonaca sierosa. Tonaca muscolare. Tela sottomucosa.

Tonaca sierosa
Presenta i caratteri strutturali del peritoneo: mesotelio e connettivo sottomesoteliale.
Tonaca muscolare
Due piani di fibrocellule. Piano esterno: fibrocellule disposte longitudinalmente. Piano interno: fibrocellule disposte circolarmente (ELIC).
Tela sottomucosa
Connettivo lasso con fibre elastiche. Attraversato da vasi diretti alla mucosa. Plesso sottomucoso.
Nel duodeno le ghiandole duodenali (di Brunner) sono accolte nella sottomucosa.
105 Lingua: Conformazione esterna - faccia superiore

Solco temrinale: all'unione del terzo posteriore con i due terzi rostrali le papille vallate si dispongono in forma di V aperto in avanti
Il solco terminale divide il corpo della lingua dalla radice. Le estremità del solco raggiungono gli archi glossopalatini. All'apice si osserva il foro cieco, piccola depressione.
Solco mediano percorre longitudinalmente la faccia dorsale raggiunge indietro il solco terminale. Sul solco mediano si impiantano altri solchi a direzione trasversale
Radice della lingua: aspetto irregolare per la presenza di numerosi rilievi follicolari (tonsilla linguale), anteriormente all'epiglottide si notano le tre pieghe glossoepiglottiche
106Intestino tenue - Anatomia microscopica. Tonaca mucosa (esame macroscopico).

Pliche circolari (o valvole conniventi di Kerkring)
Pliche mucose permanenti che sporgno nella cavità del tenue. Cominciano nella seconda porzione del duodeno, in maggior numero nel digiuno, si attenuano nell'ileo.
Dimensioni variabili, fino a 6-8 mm. Aumentano superficie assorbente di tre volte.
Villi intestinali
Piccole sporgenze digitiformi, si erigono sulla superficie libera della mucosa dandole aspetto vellutato. Ricoprono tutta la mucosa del tenue (dalla valvola pilorica alla valvola ileocecale).
Dimensioni: 0,5 mm. Aumentano superficie assorbente di 10 volte.
Sbocchi ghiandolari
La mucosa presenta piccoli orifizi, sbocco delle ghiandole.
Formazioni linfoidi
Rilievi dati dalla presenza di aggregati linfoidi nella lamina propria della mucosa del tenue (follicoli solitari e follicoli aggregati o placche di Peyer)
107Intestino tenue - Anatomia microscopica. Tonaca mucosa.

Epitelio:
Epitelio prismatico semplice con funzione assorbente (enterociti) e lubrificante-protettiva (cellule caliciformi mucipare).
Enterociti: cellule alte, prismatiche, rivestono i villi e contribuiscono a rivestire le cripte. Caratterizzate da un orletto striato, formato da microvilli: al MO appare come una sottile banda continua e finemente striata, interrotta a livello delle cellule caliciformi (fino a 3000 microvilli per cellula). Al ME alla base dei microvilli si possono osservare vescicole di micropinocitosi e cisterne del REL (risintesi di trigliceridi -> chilomicroni).
Enterociti positivi alla fosfatasi alcalina. Glicocalice: riveste completamente fli enterociti, contiene enzimi coinvolti nei processi digestivi (disaccaridasi e amminopeptidasi). Gli enterociti sono uniti al loro apice da complesso giunzionale, al disotto cellule si interdigitano. Emivita 2-5 gg.
Cellule caliciformi mucipare: ghiandole unicellulari intraepiteliali, secernono proteoglicani acidi (mucine, accumulate in vacuoli nel versante apicale della cellula). Aumentano procedendo in senso aborale.
Lamina propria: costituta da connettivo lasso, forma lo stroma di villi (ricco in vasi sanguigni e linfatici). Ospita anche aggregati di tessuto linfoide (MALT).
Muscularis mucosae: costituita da due strati di fibrocellule muscolari a direzione perpendicolare tra loro.
108Intestino tenue - Anatomia microscopica. Tonaca mucosa. Microvilli

Prolungamenti digitiformi del plasmalemma degli enterociti. Formati da filamenti di actina (asse del microvillo), saldati alla base alla trama terminale di miosina e all'apice a complessi di alfa-actinina.
I singoli filamenti si saldano tra loro mediante ponti trasversali di villina e fimbrina.
109Intestino tenue - Anatomia microscopica. Tonaca mucosa. Villi

Espansioni digitiformi della mucosa del tenue. Epitelio uguale alle restanti parti della mucosa (enterociti maturano spostandosi verso l'apice del villo).
Stroma del villo ricco di vasi sanguigni, vasi linfatici, nervi. Nella parte assiale si trova un grosso vaso linfatico (vaso chilifero centrale), che nasce a fondo cieco all'apice del villo. Nel lume del vaso linfatico non si riconoscono elementi figurati del sangue.
La muscularis mucosae manda qualche fascio nel villo.
110Intestino tenue - Anatomia microscopica. Tonaca mucosa.
Cripte (o ghiandole) intestinali di Galeazzi-Lieberkuhn.

Cripte: invaginazioni della mucosa intestinale, gli elementi che ne formano il fondo sono di natura ghiandlare.
Nella parte alta della ghiandola: epitelio uguale al resto della mucosa intestinale (enterociti, cellule caliciformi). Procedendo verso il fondo gli enterociti diminuiscono di altezza (meno differenziati).
Nella cripta si trovano anche cellule neuroendocrine, secernenti gastrina, secretina e colecistochina. Presenza anche di linfociti intraepiteliali.
Nel fondo delle cripte si trovano le cellule di Paneth: nella parte apicale voluminosi granuli di secrezione, fortemente eosinofili. Funzione principalmente antimicrobica: secrezione di lisozima, fosfolipasi A e defensione (polipeptidi ad azione antibiotica).
111Intestino tenue - Anatomia microscopica. Tonaca mucosa.
Ghiandole di Brunner
Ghiandole tubulo-acinose ramificate a secrezione mucosa. Occupano lo spessore della tela sottomucosa, il dotto escretore perfora la muscularis mucosae, portandosi superficialmente.
Costitute da cellule a secrezione mucosa, con citoplasma infarcito di grosse gocciole.
112Intestino tenue - Anatomia microscopica. Tonaca mucosa. Formazioni linfoidi del tenue

Accumuli di tessuto linfoide nella lamina propria di tutto l'intestino tenue.
Follicoli solitari: piccoli corpuscoli biancastri, formano dei rilievi sulla superficie della mucosa. Struttura: centro germinativo (linfociti B).
Follicoli aggregati o placche di Peyer: rilievi ovalari o ellitticci, con il diametro maggiore longitudinale rispetto all'intestino, le dimensioni vanno da 1,5 a 10-12 cm.
Struttura: costituiti da un certo numero di follicoli solitari.
Presenza di linfociti intraepiteliali (che non scompaginano la continuità dell'epitelio intestinale). Nell'epitelio intestinale presenti anche cellule M (enterociti che esprimono MHCII) e cellule dendritiche.
Formazioni appartenenti al MALT: linfociti B e linfociti T frammisti a macrofagi per risposta a stimoli antigenici. Presenza di numerosi linfociti secernenti IgA.
113Intestino crasso - Generalità

Ultima porzione del canale digerente. Va dalla valvola ileocecale all'orifizio anale.
Dimensioni: m 1,4-1,8, calibro inizialmente molto dilatato, diminuisce fino al colon discendente, aumenta nuovamente a livello del colon pelvico
Conformazione esterna: gibbosità separate da incisure, presenza di tre bande londitudinali (tenie), presenza di appendici adipose ("appendici epiploiche", frange peritoneali peduncolate riempite di grasso, attaccate alla superficie dell'intestino).
Suddivisione: Cieco, colon ascendente, flessura destra, colon trasverso, flessura sinistra, colon discendente, colon sigmoideo (ileo-pelvico), intestino retto.
114Intestino crasso - Tenie

Tre lamine nastriformi biancastre a decorso longitudinale. Costituite da fasci di muscolatura liscia. A livello della porzione inferiore del colon ileo-pelvico diventano due.
Tenia libera, corrisponde alla faccia anteriore del cieco, del colon ascendente, del colon discendente e del colon sigmoideo. A livello del colon trasverso si applica alla superficie inferiore.
Tenia mesocolica, corrisponde alla superficie mediale del cieco, del colon ascendente, del colon discendente e del colon sigmoideo. A livelllo del colon trasverso si applica in corrispondenza della superficie posteriore dove si inserisce il mesocolon trasverso (è postero-inferiore)
Tenia omentale, corrispone alla superficie laterale delle varie porzioni del crasso. Si applica in crrispondenza della superficie posteriore (è postero-sueperiore).
115Intestino crasso - Conformazione interna

Configurazione esattamente inversa rispetto alla superficie esterna:
- ai solchi corrispondono le pliche semilunari (h. 6-8 mm)
- alle gibbosità corrispondono le ampolle del colon (haustra)
116Intestino crasso - Anatomia microscopica

Tonaca sierosa: Dipendenza del peritoneo, formata da mesotelio + connettivo sottomesoteliale
Tonaca muscolare Due strati di fibrocellule disposti secondo direzioni perpendicolari tra loro
- fibrocellule longitudinali non formano un piano continuo (si raggruppano nelle tre tenie)
- fibrocellule circolari formano uno strato continuo che abbraccia tutta la circonferenza del crasso
Tela sottomucosa: connettivo lasso ricco di vasi e nervi (non accoglie ghiandole)
Tonaca mucosa:
- presenta epitelio formato da enterociti con microvilli
- NON presenta pliche circolari o villi
- cellule caliciformi mucipare molto numerose, aumentano andando verso l'intestino retto
- presenta le cripte, ghiandole tubulari che occupano lo spessore della lamina propria (si trovano cellule staminali e cellule neuroendocrine).
117Arteria mesenterica inferiore - Origine, decorso e rapporti

Ramo collaterale più basso dell'aorta.
Nasce 3-4 cm al di sorpa della biforcazione dell'aorta: la terza parte del duodeno la separa dalla mesenterica superiore. Si porta in basso e a sinistra.
All'altezza del promontorio pieva verso l'interno raggiungendo la linea mediana, continuandosi nell'arteria rettale superiroe.
In alto: organo retroperitoneale, riposa sulla faccia anteriore dell'aorta, poi sulla faccia anteirore del m. grande psoas di sinistra, incrocia la catena simpatica lombare di sinsitra.
In basso: si impegna nella radice del mesosigma.
Rapporti con vasi e nervi: vena mesenterica inferiore accompagna l'arteria sulla sua faccia sinsitra, la abbandona diventando satellite dell'a. colica sinistra (a. vascolare di Treitz); linfonodi scaglionati sul suo decorso; plesso mesenterico inferiore allaccia l'arteria.
118Arteria mesenterica inferiore - Rami collaterali

Arteria colica sinsitra: nasce dalla mesenterica inferiore, a 3-4 cm dalla sua origine; retroperitoneale, incrocia la vena mesenterica inferiore, l'uretere sinistro, i vasi genitali, si porta verso la flessura colica sinistra.
Si suddivide in due rami: ramo superiore, si porta nel mesocolon trasverso anastomizzandosi con ramo dell'a.colica media (arcata di Riolano); ramo inferiore, si anastomizza con un ramo della prima sigmoidea
Arterie sigmoidee: due-tre arterie, nascono in genere con un tronco comune, talvolta nascono isolatamente. Si portano in basso e a sinistra, contenute nel mesosigma. I loro rami formano delle arcate.
119Arteria mesenterica inferiore - Terminazione: arteria rettale superiore

Continua la direzione dell'arteria mesenterica inferiore, discendendo nella pelvi lungo la linea mediana sulla faccia anteriore del sacro.
A livello di S3 si divide in ramo destro (si porta sulla faccia posteriore del retto) e ramo sinistro (si porta sulla faccia anteriore).
120Intestino crasso - Arterie dell'intestino crasso: arcate
Disposizione generale: ciascun tronco arterioso destinato al crasso si divide in un ramo ascendente e un ramo discendente. Questi rami si anastomizzano con rami corrispettivi derivanti da arterie sotto- e sovrastanti: si forma arteria marginale di Drummond o arcata paracolica.
In alcuni punti all'arcata principale si aggiungono delle arcate accessorie. L'arcata più bassa si anastomizza con l'arteria rettela superiore mediante arteria sigmoidea ima.
121Intestino crasso -
Arterie dell'intestino crasso - Vasi retti lunghi e vasi retti brevi

Vasi retti lunghi: Originano dall'arcata paracolica, portandosi all'una o all'altra faccia dell'intestino. Alcuni vasi si biforcano a ridosso della parete intestinale formando una pinza vascolare.
Vasi retti brevi: non si allontano dalla zona mesocolica del crasso.
122Intestino crasso - Vene dell'intestino crasso
Vena mesenterica superiore: Distribuzione sovrapponibile all'arteria omonima. Sbocca nella vena porta.
Vene sigmoidee e vena rettale superiore: confluiscono nella vena mesenterica inferiore
Vena mesenterica inferiore: incrocia l'arteria colica sinistra, si porta verso l'angolo duodenodigiunale
123Intestino crasso - Linfatici
Linfonodi epicolici sulla superficie del colon e Linfonodi paracolici lungo il margine mesocolico. La linfa si porta quindi verso stazioni linfonodali intermediarie (in genere lungo il decorso delle arterie), poi verso stazioni linfonodali centrali (retropancreatiche).
124Intestino crasso - nervi
Innervazione dipende da: plesso mesenterico superiore, plesso mesenterico inferiore, plesso ipogastrico.
I nervi raggiungono l'intestino come satelliti dei vasi arteriosi.
125Cieco - Generalità
Porzione iniziale dell'intestino crasso. Convezionalmente si indica con questo nome la porzione del crasso situata al disotto di un piano trasversale passante per la valvola ileocecale.
Forma: ha la forma di un'ampolla, irregolarmente emisferica
Dimensioni: h 6-7 cm, come diametro trasversale e anteroposteriore
Mezzi di fissità: presenta grande mobilità, in genere completamente circondato di peritoneo; fisso in alto (continuazione con il colon ascendente) e in basso e medialmente (polo inferiore del mesentere)
126Cieco - Posizione e migrazione

Il cieco è dapprima normalmente situato nella fossa iliaca sinistra, segue un movimento antiorario che lo porta verso la fossa iliaca destra.
Normalmente il cieco raggiunge la fossa iliaca destra, dove riposa sul pavimento osteomuscolare di questa regione.
Da un eccesso o difetto di migrazione derivano altre posizioni del cieco: posizione alta (fegato), posizione bassa (pelvi), cieco ectopico (altre posizioni)
127Cieco - Rapporti

Faccia anteriore: in rapporto con la parete addominale anteriore (aponevrosi del muscolo obliquo esterno, muscolo obliquo interno, muscolo trasverso, fascia transversalis).
Faccia posteriore: in rapporto con il peritoneo parietale che tappezza la fossa iliaca, cioè riposa sul m. ileopsoas che ricopre il piano muscolare. Il muscolo è avvolto dalla fascia iliaca. In rapporto con il nervo femorale e con il nervo femorocutaneo.
Faccia laterale: in rapporto con la parte esterna della fossa iliaca, con la cresta iliaca. Tra la faccia laterale del cieco e la parete laterale dell'addome si forma la doccia parietocolica destra
Faccia mediale: in rapporto con il muscolo psoas, con i vasi iliaci esterni, con le anse del tenue
In alto: il cieco si continua con il colon ascendente. In basso: il fondo del cieco si trova alloggiato nell'angolo formato dalla fossa iliaca con la parete anteriore dell'addome, con l'arcata inguinale (al di sopra canale inguinale, al di sotto canale femorale)
128Cieco - Conformazione interna. Valvola ileocecale

Valvola ileocecale, situata sulla parete sinistra, un po' posteriormente.
Vista dall'ileo, appare una cavità cuneiforme che termina con una fessura orizzontale.
Vista dal cieco appare come una sporgenza allungata, delimitata da due labbra:
labbro superiore ileocolico, forma uno sprone semilunare trasversale tra il cieco e il colon, le sue estremitò si prolungano con due pliche; labbro inferiore o ileocecale.
Orifizio dell'apendice vermiforme: si apre circa 3 cm in basso rispetto alla valvola ileocecale, sulla parete postero-interna del cieco
129Cieco - Struttura della valvola ileocecale

Si può considerare come una sorta di invaginazione dell'ileo nel cieco. Le lamine che la costituiscono non derivano da tutta la parete intestinale dell'ileo: vi prendono parte mucosa, sottomucosa e fibrocellule circolari.
Fibrocellue longitudinali e peritoneo si riflettono continuandosi con quelle del cieco.
130Appendice vermiforme
Piccolo tubo cilindrico, flessuoso, liscio, che si impianta sulla parte inferiore del cieco. Scavata da una cavità centrale molto stretta, spesso virtuale.
Dimensioni: l 6-10 cm, diametro 5-8 mm.
131Appendice vermiforme - Posizione e rapporti

L'appendice segue la migrazione del cieco, quindi può occupare come quest'ultimo varie posizioni nella cavità addominale (alta, bassa, a sinistra, ectopica).
Anche in rapporto al cieco, essa può occupare posizioni diverse:
- ascendente, retrocecale
- discendente, si tuffa nella piccola pelvi (variante più frequente)
- esterna, si colloca nella doccia parietocolica
- interna, si porta verso la cavità addominale

132Punto di Lanz e punto di McBurney
Punti che rappresentano la proiezione più frequente dello sbocco dell'appendice sulla parete addominale. Dolore o dolorabilità in corso di appendicite.
Punto di McBurney: metà di una linea che va dalla spina iliaca anteriroe superiore all'ombelico.
Punto di Lanz: unione del terzo laterale destro con gli altri due terzi dela linea bisiliaca.
133Cieco - Rivestimento peritoneale

Il peritoneo riveste il cieco con modalità variabili che dipendono dall'entità dei fenomeni di coalescenza durante lo sviluppo.
Disposizione normale: il cieco è libero e il peritoneo riveste tutte le sue facce, il dito può fare il giro intorno.
Disposizione anomala (formazione di un mesocieco): in alcuni soggetti il peritoneo del cieco forma posteriormente una plica; in aluni soggetti il cieco è fissato alla fossa iliaca.
134Appendice - Rivestimento peritoneale (mesenteriolo)

Il peritoneo abbandona il margine mediale dell'appendice, dando luogo a una lamina triangolare. Tra i due foglietti di questa lamina, lungo il margine libero decorre l'arteria appendicolare.
135Fossette ileocecali e fossette retrocecali

Fossette determinate dal passaggio del rivestimento peritoneale dall'ileo al crasso (cieco e colon).
Fossetta ileocecale superiore (ileocolica): si trova nella parte superiore dell'angolo ileocecale; delimitata indietro dal mesentere, in avanti da una plica che parte dal foglietto destro del mesentere e termina sul lato mediale del cieco
Fossetta ileocecale inferiore (ileoappendicolare): si trova nella parte inferiore dell'angolo ileocecale; delimitata da una plica che dal margine libero dell'ileo si porta al lato mediale del cieco.
Fossette retrocecali: determinate da pliche pritoneali posteriori laddove il peritoneo del cieco si riflette indietro sul peritoneo della fossa iliaca
136Appendice - Anatomia microscopica e funzione

Nella mucosa dell'appendice si trova enorme sviluppo di formazioni linfoidi. Non è un organo rudimentale, funziona come "tonsilla intestinale" per la sua ricchezza di aggregati linfoidi.
Questo spiega anche la frequenza con vui va incontro a processi infiammatori-infettivi.
137Cieco - Arteria ileocolica (arterie del cieco e dell'appendice vermiforme)
Arteria ileocolica: ramo collaterale destro della mesenterica superiore.
Termina sfioccandosi a mazzo (cinque rami terminali). Secondo altre descrizioni si biforca: il ramo inferiore si anastomizza con un ramo terminale della mesenterica superiore, il ramo superiore si porta a ridosso del colon ascendente anastomizzandosi con un ramo dell'a. colica destra.
Il ramo inferiore fornisce:
- arteria cecale anteriore e arteria cecale posteriore
- arteria appendicolare, passa dietro l'ileo impegnandosi nel mesenteriolo
138Cieco - Vene del cieco e dell'appendice vermiforme
Si portano verso la parte superiore dell'angolo ileocecale per gettarsi nella vena mesenterica superiore
139Cieco e appendice vermiforme - Linfatici
Appendice: linfonodi del mesoappendice -> linfonodi ileocolici -> linfonodi mesenterici superiori.
Cieco: linfonodi ileocolici -> linfonodi mesenterici superiori
140Colon ascendente - Generalità
Fa seguito al cieco, estendendosi fino alla faccia ifneirore del fegato.
Dimensioni: lunghezza 12-17 cm, diametro uguale a quello del cieco
141Colon ascendente - Rapporti

Posteriormente: riposa sul m. iliaco, supera la cresta iliaca ed entra in rapporto con la parete addominale posteriore, occupando la fossa lombare (riposa sul m. quadrato dei lombi, sul m. trasverso). Entra in rapporto con la faccia anteiroe del rene destro, da cui lo separano piani (non peritoneali): fascia di Toldt, foglietto anteriore della fascia renale, tessuto adiposo perirenale.
Anteriormente: entra in rapporto con la parete addominale anteriore, anse del tenue possono interporsi
Lateralmente: entra in rapporto con la parete addominale, forma lo spazio parietocolico destro.
Medialmente: entra in rapporto con le anse del tenue, con il m. psoas, con l'uretere destro e i vasi genitali, forma lo spazio mesenteriocolico destro.
142Colon ascendente - Peritoneo
Normalmente la parete posteriore del colon ascendente si applica contro la parete addominale posteriore senza interposizione di sierosa. Il peritoneo ricopre due tezi della circonferenza del colon ascendente.
Durante la vita embrionale il colon ascendente è completamente circondato di peritoneo, che progresivamente va incontro a fenomeni di coalescenza con saldatura alla parete posteriore (ne rimane traccia nella fascia di Toldt).
143Colon trasverso - Generalità
Si connette al colon ascendente e al colon discendente mediante due angoli (flessure).
Tubo irregolare, gibboso, presenta le tre tenie. Al suo margine è "appeso" il grande omento. Il mesocolon trasverso lo connette alla parete addominale.
Dimensioni, direzione, forma: in media lunghezza 50-60 cm. Ditanza che separa le due flessure sulla parete addominale posteriore è 30 cm -> il colon trasverso descrive un arco, una curva a convessità volta in avanti (e in basso). Non è mai esattamente trasversale: segue una linea obliqua in alto e asinistra.
144Flessura colica destra
Posizione: Posta sulla faccia inferiore del fegato, davanti al rene detro. All'altezza di L1 e dell'estremità anteriore della X-XI costa. Posizione può mutare per ptosi isolata della flessura o visceroptosi generalizzata.
Forma: si avvicina all'angolo retto , angolo aperto in avanti e medialmente
Mezzi di fissità:
- Legamento epatocolico, va dalla faccia viscerale del fegato alla flessura colica destra
- Legamento colecistocolico, va dalla faccia inferiore della cistifellea al colon trasverso
Altri autori segnalano anche: legamento frenocolico destro (meno importante del sinistro).
145Flessura colica destra - Rapporti

Posteriormente: riposa sul terzo inferiore della faccia anteriore del rene (separati da piani connettivali); indietro e medialmente è in rapporto con il segmento discendente del duodeno
Anteriormente: fegato e cistifellea dicendono in parte anche al davanti
In alto: sormontata dalla faccia viscerale del fegato (impronta colica)
In basso: corrisponde alle anse del tenue
Lateralmente: corrisponde all'estremità superiore dello spazio parietocolico
146Colon trasverso - Rapporti

Anteriormente: in rapporto con la parete addominale anteriore, da cui è separato per la presenza del grande omento.
Posteriormente: dà inserzione al mesocolon trasverso, la faccia posterosuperiore del colon trasverso guarda nella borsa omentale
In alto: è in rapporto con la faccia viscerale del fegato e con la colecisti, poi con il margine inferiore del piloro, poi con la grande curvatura dello stomaco (cui è unito dal legamento gastrocolico).
In basso: è in rapporto con le anse del tenue
147Flessura colica sinistra
Procedendo verso sinistra il colon trasverso diventa sempre più profondo.
Posta profondamente nell'ipocondrio sinistri, è molto più alta della destra (è all'altezza dell'VIII costa).
Forma di angolo molto acuto (40-50°) aperto in basso, in avanti e medialmente
Mezzi di fissità: legamento frenocolico sinistro, lamina triangolare steso dal peritoneo diaframmatico alla flessura colica sinistra.
148Flessura colica sinistra - Rapporti
Posteriormente: corrisponde alla faccia anteriore del rene e del surrene di sinistra
Anteriormente: in rapporto con il corpo dello stomaco
In alto, lateralmente: in rapporto con la faccia viscerale della milza (impronta colica o faccia colica)
149Mesocolon trasverso
Si estende dalla flessura destra alla flessura sinistra. Forma un setto separante la cavità addominale in: spazio sovramesocolico e spazio sottomesocolico.
Radice (margine posteriore): va dal rene destro al rene sinitro. Incrocia la faccia anteriore del secondo segmento del duodeno e la testa del pancreas, poi costeggia il margine inferiore del corpo del pancreas passando al di sopra dell'angolo duodenodigiunale.
Margine intestinale (anteriore): si inserisce sulla faccia psoteriore del colon
Faccia superiore: forma il pavimento della borsa omentale
Faccia inferiore: in rapporto con le anse del tenue
150Legamento gastrocolico
Plica peritoneale, si estende dalla grande curvatura dello stomaco fino al margine superiore del colon trasverso.
Faccia anteriore: guarda lo spazio previscerale. Faccia posteriore: forma la parete anteriore della borsa omentale.
Cenni sullo sviluppo: non è una formazione autonoma, è formato dalla lamina anteriore del grande omento. Nell'embrione la borsa omentale discende fino al pube, riflettendosi e risalendo per inserirsi alla parete addominale posteriore. Nel corspo dello sviluppo si verificano fenomeni di coalescenza: le due lamine del grande omento si saldano (si forma il "grembiule omentale"), con obliterazione della cavità del recesso inferiore della bosa omentale; il grande omento aderisce al colon trasverso, saldandosi ad esso e al suo meso.
151Colon trasverso: vasi e nervi
Arterie: il colon trasverso è a cavallo di due circolazioni, quella dipendente dalla mesenterica superiore (a. colica media) e quella dipendente dalla mesenterica inferiore (a. colica sinistra).
Arcata di Riolano: anastomosi arteriosa tra a. colica sinistra e a. colica media a ridosso del colon trasverso .
Linfatici: linfonodi epicolici e linfonodi paracolici -> linfonodi colici medi -> linfonodi mesentrici superiori
152Colon discendente
Limiti: limite superiore IX-X costa sinistra; limite inferiore cresta iliaca.
Dimensioni: poco più lungo del colon ascendente.
Ricoperto da peritoneo soltanto anteriormente e sui lati, posteriormente si applica alla parete addominale posteriore senza intermediario sieroso.
153Colon discendente - Rapporti

Anteriormente: in rapporto con le anse intestinali
Posteriormente: in rapporto con il m. quadrato dei lombi
Medialmente: delimita lo spazio mesenteriocolico di sinistra, è in rapporto con il margine laterale del rene sinistro (NB non riposa sulla faccia anteriore del rene come il colon ascendente)
Lateralmente: delimita lo spazio parietocolico di sinitra, è in rapporto con la parete addominale laterale
154Colon sigmoideo o ileopelvico
Limiti: si estende dalla cresta iliaca sino al margine superiore di S3.
Dimensioni: lunghezza 35-45 cm.
Colon iliaco e colon pelvico descrivono due anse paragonabili nel complesso a una S, da cui il nome di sigmoideo.
155Colon iliaco - Rapporti

Limiti: va dalla cresta iliaca al margine interno del m. grande psoas di sinistra.
Attraversa la fossa iliaca formando un'ansa a concavità votla verso l'alto e medialmente.
Anteriormente: è in rapporto con le anse del tenue, in stato di distensione può raggiungenere la parete addominale
Posteriormente: è in rapporto con il muscolo ileopsoas
Peritoneo: questa porzione del crasso è normalmente è fissa, cioè solo parzialmente rivestita da sierosa. Nel 10% dei casi si osserva formazione di mesocolon iliaco.
156Colon pelvico - Generalità, decorso

Limiti: va dal margine interno del m. grande psoas fino a S3.
Aspetto: non presenta solchi o gibbosità, le tenie diventano irregolari diventando due fasce anteriore e posteriore, si continuano nelle fibre longitudinali del retto.
La sua mobilità gli consente cambiamenti di forma e direzione.
Decorso normale:
- discende nella piccola pelvi (si applica alla parete sinistra),
- arriva in prossimità del pavimento pelvico,
- si porta verso la parete pelvica destra con una curva a concavità volta in alto e indietro
- ripiega portandosi verso il basso, verso dietro e verso dentro, raggiungendo la faccia anteirore del sacro
157Colon pelvico - Rapporti

Occupa il piccolo bacino.
Anteriormente: è in rapporto
- nel maschio con la vescica urinaria
- nella femmina con l'utero e i ligamenti larghi
In basso e in avanti, la sua porzione media discende nel cavo retto-uterino (femmina) o nel cavo retto-vescicale (maschio).
Posteriormente: è in rapporto con la faccia anteriore del sacro (con organi pelvici retroperitoneali, cioè uretere e vasi genitali di sinistra, mediante il suo meso)
Superiormente: è in rapporto con le anse del tenue

158Mesosigma
Il colon pelvico è connesso alla parete posteriore da una lunga e larga plica peritoneale.
Radice o margine parietale: si inserisce sulla parete addominopelvica secondo una linea
a V rovesciata.
Primo segmento: obliquo da sinistra verso destra e dal basso verso l'alto.
Parte dal margine interno del m. grande psoas di sinistra, segue i vasi iliaci esterni, incrocia i vasi genitali e l'uretere, costeggia il lato sinistro dell'arteria iliaca comune di sinistra.
Arriva a livello della biforcazione aortica.
Secondo segmento:
Parte dalla biforcazione aortica portandosi in basso con un tragitto pressoché verticale.

159Retto - Generalità
Retto: segmento terminale dell'intestino crasso. Si apre all'esterno nella regione perineale con l'orifizio anale.
Limiti: limite superiore S3; limite inferiore orifizio anale (perineo posteriore)
Dimensioni: lunghezza 13 cm
Presenta due porzioni:
- ampolla rettale (porzione pelvica), porzione dilatata in continuità con il colon sigmoideo
- canale anale (porzione perineale), porzione ristretta, canalicolare, con apparato sfinterico
Limite fra le due porzioni inserzione del m. elevatore dell'ano alla muscolatura liscia del retto.
Attraversa due regioni: piccolo bacino e perineo.
Curvature: descrive due curve nel piano sagittale
- curva sacrale, a concavità rivolta in avanti (come la faccia anteriore del sacro)
- curva perineale, a concavità rivolta indietro (al disotto dell'apice del coccige si inflette in basso e indietro ad angolo retto)
160Retto pelvico - Rapporti posteriori

Il retto è in rapporto posteriormente con il IV e V segmento sacrale e con la faccia anteriore del coccige.
Spazio retrorettale: atmosfera celluloadiposa tra la fascia presacrale (foglietto posteriore della guaina fibrosierosa del retto) e la faccia anteriore del sacro. Contiene:
- sulla linea mediana: arteria sacrale media; glomo coccigeo; ultimi gangli simpatici sacrali e ganglio coccigeo
- sui lati: arterie sacrali laterali (rami dell'a. iliaca interna), IV e V nervo sacrale, catena del simpatico sacrale
161Retto pelvico - Peritoneo rettale

Il peritoneo dopo aver inguainato il colon pelvico
discende sul retto ricoprendone parte della faccia anteriore e delle facce laterali.
Peritoneo delle facce laterali: ricopre il quarto o il terzo superiore, si riflette bruscamente sulla parete pelvica postero-laterale, formando il recesso pararettale
Peritoneo della faccia anteriore: ricopre la meta o i due terzi superiori dell'ampolla, si riflette sui visceri prerettali (
cavo del Douglas)
- nel maschio, si porta a ricoprire la faccia posteriore della vescica (cavo rettovescicale)
- nella femmina, si porta a ricoprire il fornice vaginale posteriore e la faccia psoteriore dell'utero (cavo rettouterino)
Pliche laterali dello scavo di Douglas: pliche falciformi che delimitano lateralmente il cavo di Douglas (nella femmina: ligamenti uterosacrali)

162Retto pelvico - Rapporti laterali

Rapporti della porzione peritoneale:
Lateralmente il recesso pararettale separa il retto dalla parete pelvica.
Sotto il peritoneo pelvico decorrono: uretere e vasi iliaci interni (verticalmente); nervo e vasi otturatori, vasi uterini e ombelicali (orizzontalmente)
Rapporti della porzione sottoperitoneale:
Lateralmente in rapporto con: arteria rettale media, plesso ipogastrigo, formazioni venose. Qesti organi si trovano nello spazio pelvirettale superiore delimitato in alto dal peritoneo, medialmente dal retto, lateralmente e in basso dai mm. elevatori dell'ano.
163Retto pelvico - Rapporti anteriori nell'uomo

Porzione peritoneale:
In rapporto con la faccia psoteriore della vescica urinaria.Il peritoneo discende tra i due organi (cavo rettovesciale), raggiungendo il fondo delle vescichette seminali (può deprimersi anteriormente e psoteriormente ad esse).
Porzione sottoperitoneale:
Questi rapporti sono mediati dalla fascia rettovesciale o aponeurosi di Denonvilliers (setto rettovescicale)
Sulla linea mediana in rapporto in avanti con la prostata, vi si insinua al disotto quando piega indietro (esplorazione digito-rettale).
Lateralmente in rapporto con le vescichette seminali e i dotti deferenti.
164Retto pelvico - Rapporti anteriori nella femmina
Porzione peritoneale:
In rapporto con la faccia posteriore dell'utero e con il fornice vaginale posteriore. Il peritoneo discende fra il retto e l'utero (cavo retto-uterino).
Porzione extraperitoneale:
In rapporto con la parete vaginale posteriore (setto rettovaginale fra i due organi).
165Retto perineale
Posto al di fuori della pelvi, nello spessore del pavimento perineale.
Forma con la porzione pelvica un angolo retto aperto indietro.
Nello spazio compreso tra i mm. elevatori dell'ano e la cute della regione anale è in rapporto: anteriormente con il blocco fibroso del perineo, lateralmente e indietro con le fosse ischiorettali.
166Retto perineale - Muscoli elevatori dell'ano

Il canale anale attraversa lo iato lasciato dai mm. elevatori dell'ano. Questi muscoli sono separati da un lungo occhiello mediano e sagittale, di cui il retto occupa la parte posteriore.
I fasci esterni dei mm. elevatori dell'ano incrociano la faccia alterale del retto, si fissano sul margine laterale del coccige e sul rafe anococcigeo. Alcune fibre superano la linea mediana incrociandosi con quelle del lato opposto (formazione di un'ansa retroanale la cui contrazione applica la faccia posteriore alla faccia anteriore -> meccanismo di continenza).
I fasci interni raggiungono il retto perdendosi nella tonaca muscolare di questo.
167Retto perineale - Fosse ischiorettali

Le fosse ischiorettali formano un ferro di cavallo che avvolge il retto perineale lateralmente e posteriormente. Il retto è inguainato dalla sfintere esterno.
Parete esterna: costituita dalla faccia interna dell'ischio, tappezzata dal m. otturatore interno, rivesti dalla sua aponevrosi nel cui spessore decorrono vasi e nervi pudendi interni
Parete interna: costituita dalla faccia inferiore del m. elevatore dell'ano
Base: cute della regione perineale posteriore
168Fossa ischiorettale: contenuto

Pacchetto pudendo (vasi pudendi + nervo pudendo) applicato alla parete esterna della loggia.
Arteria perineale e arteria rettale inferiore
Vene e linfatici
Rami del nervo pudendo
169Retto perineale - Rapporti anteriori

Nell'uomo
In rapporto con l'uretra membranosa e con il bulbo dell'uretra, da cui lo divide uno spazio triangolare (trigono rettouretrale).
Questo spazio è occupato da fibre del m. bulbospongioso, dello sfintere esterno dell'ano e dei mm. trasversi del perineo. Questi fibre si intrecciano costituendo il nodo fibroso del perineo.
Nella donna
In rapporto con la parete vaginale posteriore. I due organi si allontanano per la diversa obliquità, quindi si forma uno spazio (trigono rettovaginale) occupato dalle formazioni muscolari (muscoli trasversi e m. costrittore della vagina) e fibrose del perineo.
170Retto - Conformazione interna

Il retto presenta:
- pliche longitudinali (aspetto stellato alla sezione orizzontale)
- pliche trasversali, dette anche valvole rettali (si tratta di pseudovalvole), di forma semilunare, normalmente in numero di tre (superiore, media, inferiore)
- valvole anali, piccole pliche curvilinee a concavità volta in alto, formano una fascia irregolarmente festonata al disopra dell'ano (linea pettinata)
-colonne anali, sporgenze longitudinali lunghe 10-12 mm, la cui base d'impianto è compresa tra due valvole anali vicine
171Retto - Struttura.

Tonaca sierosa: composta dal peritoneo, dove esso si applica alle pareti del retto.
Tonaca muscolare:
- Strato circolare, si addensa particolarmente all'estremità inferiore del retto formando lo sfintere interno dell'ano (costrittore involontario)
- Strato longitudinale, continua in basso le due tenie del colon pelvico che si allargano a ventaglio avvicinandosi con i loro margini formando uno strato continuo formando uno strato continuo di fasci longitudinali: alcuni si arrestano a livello dell'intersezione fibrosa del perineo, altri si portano in basso facendosi strada tra i due mm. sfinteri
- Sfintere esterno (costrittore volontario): si trova all'esterno dello sfintere interno, al di sotto dei tegumenti, in corrispondenza dell'estremità inferiore del retto
Tela sottomucosa: analoga a quella del crasso (connettivo lasso)
Tonaca mucosa: presenza di valvole e colonne anali, sviluppo di ghiandole anali
172Retto -
Arterie
Arterie rettali superiori: rami terminali dell'arteria mesenterica inferiore.
Arteria rettale destra si porta verso la faccia psoteriore dell'ampolla, poi verso la faccia destra. Arteria rettale sinistra si porta verso la faccia laterale sinistra poi verso la faccia anteriore.
Questi due rami sono riccamente anastomizzati tra loro e con le altre arterie rettali.
Arteria rettale media, ramo dell'arteria iliaca interna, si porta in basso in avanti e medialmente.
Arteria rettale inferiore, ramo della pudenda interna (a sua volta ramo dell'a. iliaca interna), attraversa la fossa ischiorettale portandosi in basso e medialmente
173Retto -
Vene
I vasi venosi si organizzano in un plesso che occupa la tela sottomucosa per tutta l'altezza del retto. A livello delle valvole anali e a livello del m. sfintere esterno (superficialmente rispetto ad esso) i vasi venosi presentano dilatazioni ampollari: si riconoscono pertanto plesso emorroidale interno e plesso emorroidale esterno.
Vene rettali superiori: sono tributarie della vena mesenterica inferiore (quindi del sistema portale)
Vene rettali medie ed inferiori: sono tributarie della vena iliaca interna (quindi del sistema cavale).
I territori delle vene rettali non sono isolati: si stabilisce un'anastomosi porto-cavale.
174Retto - Linfatici
Parte superiore: linfonodi pararettali -> linfonodi mesenterici inferiori
Parte inferiore: linfonodi sacrali -> linfonodi iliaci interni
(i linfonodi della regione anale si portano ai infonodi anorettali e a quelli inguinali mediali)
175Retto - Nervi

L'innervazione del retto dipende dai plessi mesenterico inferiore, pelvico e pudendo.

176Ano.
Giunzione retto-anale. Anatomia microscopica

Retto: epitelio prismatico semplice con cripte e cellule caliciformi mucipare
Canale anale: epitelio pavimentoso composto varietà molle (non cheratinizzato) in basso iniziano a comparire ghiandole sebacee. Zona di transizione da mucosa verso epidermide.
Cute perianale: epitelio pavimentoso composto varietà cheratinizzata, compaiono follicoli piliferi e ghiandole sudoripare